In Italia cambiare cognome è possibile, ma non sempre scontato. La legge consente la richiesta alla Prefettura, ma ogni domanda deve essere motivata e verificata: non sempre arriva il via libera. Ci sono motivazioni di vario tipo: figli di criminali che vogliono “cancellare” il legame con la famiglia, bambini con padri assenti o genitori abusivi, e persino chi considera il cognome paterno motivo di vergogna o perché è imbarazzante.
Un caso concreto arriva da Rimini, dove tre fratelli hanno ottenuto di sostituire il cognome del padre Bocchini con quello della madre: Muratori. La decisione, raccontata dall’avvocato Cinzia Novelli, ha avuto un percorso lungo, ma alla fine ha restituito ai ragazzi la serenità persa per anni.
Come funziona il cambio di cognome in Italia e quando è consentito?
Il cambio di cognome va richiesto alla Prefettura e deve avere motivazioni valide. La legge italiana tutela la libertà dei cittadini di identificarsi con un nome che non provochi disagio o emarginazione. Tra le verifiche, i funzionari controllano precedenti simili e valutano la consistenza della richiesta, come è successo a Rimini.
Perché i tre fratelli di Rimini hanno voluto cancellare il cognome paterno?
Il primo a chiedere il cambio di cognome è stato il figlio di mezzo, nel 2022. Per lui “Bocchini” era diventato un peso insopportabile: frequenti battute volgari, imbarazzo personale e disagio crescente. Il padre non si è opposto alla richiesta, facilitando l’iter. Dal 2023, il ragazzo ha assunto il cognome della madre, Muratori.
A seguire, anche il fratello maggiore e il più piccolo hanno presentato la stessa domanda, motivando la richiesta con esperienze simili di disagio. Il figlio più giovane aveva 17 anni, ma anche lui ha ottenuto il via libera.
La trafila burocratica: dalla Prefettura al via libera definitivo
Il percorso non è stato immediato. “Ci sono voluti più di un anno – spiega l’avvocato Novelli – prima che la Prefettura completasse l’istruttoria. Hanno voluto verificare la validità della motivazione e controllare eventuali precedenti”. Alla fine, però, la Prefettura di Rimini ha accolto tutte le richieste, permettendo ai tre fratelli di cominciare una nuova vita senza l’ombra del cognome paterno.
Casi simili e curiosità sul cognome Bocchini in Romagna
Il cognome Bocchini, va detto, non è raro in Romagna. Nonostante la diffusione, per questi tre fratelli era diventato motivo di disagio e imbarazzo. Oggi, grazie alla legge e alla determinazione della famiglia, possono chiamarsi ufficialmente Muratori, lasciandosi alle spalle un cognome che pesava come un fardello.
Una vicenda che mostra come il diritto al nome e all’identità personale, anche in Italia, possa diventare uno strumento di liberazione.

