Stella Boggio e Marco MagagnaStella Boggio e Marco Magagna

La sentenza: 21 anni per l’omicidio del compagno

La Corte d’Assise di Monza ha condannato Stella Ovidia Boggio, 34 anni, a 21 anni di reclusione per l’omicidio del compagno Marco Magagna, 38 anni, ucciso con una coltellata al petto nella notte dell’Epifania del 2025 nell’appartamento della coppia a Bovisio Masciago.

La pena è più severa rispetto ai 14 anni richiesti dal pubblico ministero Alessio Rinaldi, segno di una diversa valutazione delle attenuanti e delle aggravanti da parte dei giudici.

Oltre alla reclusione, la Corte ha disposto tre anni di libertà vigilata, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e un risarcimento provvisionale di circa 600mila euro a favore dei familiari della vittima. Nessuna limitazione alla potestà genitoriale sulla figlia di nove anni della donna.


Perché la Corte ha deciso una pena più dura del previsto

Durante il processo è emerso un quadro complesso, definito dalla Procura come “relazione tossica”, caratterizzata da conflitti, aggressività reciproca e abuso di alcol.
La Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche, ma le ha ritenute equivalenti alle aggravanti, mentre l’accusa aveva chiesto che fossero considerate prevalenti.

Per i giudici, i maltrattamenti subiti dall’imputata non erano tali da giustificare la coltellata letale inflitta durante l’ultima lite. Secondo l’accusa, la donna avrebbe potuto allontanarsi e chiedere aiuto, come già fatto in passato.


Legittima difesa respinta: la linea della difesa

La difesa, rappresentata dagli avvocati Manuel Messina e Tatiana Enrica Morosetti, puntava sull’assoluzione per legittima difesa, sostenendo che Boggio, dopo essere stata aggredita, non avrebbe avuto la possibilità di lasciare l’abitazione.

Dopo la lettura della sentenza, gli avvocati hanno annunciato: “Faremo appello”, lasciando intendere che la battaglia giudiziaria è tutt’altro che conclusa.


La reazione dei familiari della vittima

Soddisfazione per la decisione della Corte è stata espressa dai legali dei familiari di Marco Magagna, Marco Deluca e Nicole Granelli, che rappresentano i genitori e il fratello della vittima:
“I giudici hanno riconosciuto la gravità del fatto”, hanno dichiarato.


Una relazione definita “tossica”

Secondo la Procura di Monza, la relazione tra Boggio e Magagna era segnata da tensioni, incomprensioni, insulti e violenze reciproche, in un contesto di forte instabilità emotiva e abuso di alcol.
Un quadro che ha pesato sulla valutazione della Corte, ma che non è stato ritenuto sufficiente a configurare una situazione di pericolo immediato tale da giustificare l’uccisione.


Il silenzio dell’imputata e le motivazioni attese

Stella Boggio era presente in aula alla lettura della sentenza, ma non ha mostrato reazioni: si è limitata a indossare un cappellino da baseball e lasciare il Tribunale di Monza.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, un passaggio chiave per comprendere nel dettaglio il ragionamento dei giudici e le prospettive dell’appello.


Un caso simbolo del confine tra difesa e delitto

Il processo Boggio-Magagna riaccende il dibattito su un tema giuridico e sociale delicato: dove finisce la legittima difesa e dove inizia l’omicidio volontario in ambito domestico.
La Corte d’Assise ha tracciato una linea netta, stabilendo che la coltellata mortale non fosse giustificabile, nonostante il contesto conflittuale.

Un verdetto destinato a far discutere, anche perché la richiesta della Procura era significativamente più bassa rispetto alla condanna inflitta.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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