La tragedia sulla SS106 all’alba: due giovani perdono la vita
Una nuova tragedia si è consumata sulla Statale 106 Jonica, la strada tristemente nota come “strada della morte”. Erano circa le 4 del mattino quando una Fiat Panda con a bordo quattro giovanissimi si è schiantata contro un’Alfa Romeo Mito nei pressi dell’intersezione con la SS534, nelle campagne tra Sibari e Rossano, provincia di Cosenza.
L’impatto è stato violentissimo. Per Chiara Garofalo, appena ventenne, e Antonio Graziadio, coetaneo e originario come lei di Cassano allo Ionio, non c’è stato nulla da fare. I sanitari delle ambulanze arrivate da Trebisacce, Corigliano-Rossano e Cassano hanno tentato di rianimarli a lungo, ma il loro cuore si è fermato sul luogo del disastro.

Due ragazzi in fin di vita e quattro feriti: il bilancio di una notte maledetta
Altri due ragazzi che viaggiavano sulla Panda, un 16enne e un 18enne, sono stati elitrasportati e condotti d’urgenza all’ospedale di Cosenza. Le loro condizioni sono critiche e la prognosi resta riservata.
I due uomini a bordo dell’Alfa Romeo Mito, diretti verso la statale 534, sono rimasti feriti in modo più lieve: trasportati a Corigliano-Rossano, non sono in pericolo di vita.
La carreggiata è stata chiusa per ore: i vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari hanno lavorato a lungo per liberare le lamiere e consentire ai carabinieri i rilievi necessari.
La prima ricostruzione: uno scontro frontale impossibile da evitare
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio, la Mito stava svoltando verso la SS534 provenendo da Corigliano-Rossano. La Panda, con i quattro giovani a bordo, arrivava invece da Sibari in direzione Corigliano.
La collisione sarebbe stata frontale, probabilmente in un punto buio e delicato della statale, dove l’incrocio crea un’insidiosa zona di rischio. La Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e accertamenti sulla dinamica.
Nelle prossime ore il magistrato deciderà se disporre l’autopsia sulle due vittime, già trasferite all’obitorio di Cassano.

Chi erano Chiara e Antonio: due vite spezzate troppo presto
Il dolore che attraversa Cassano allo Ionio è immenso. Tutti conoscevano Chiara e Antonio, due ragazzi cresciuti nella stessa comunità, con sogni semplici e futuri ancora da costruire.
Chiara Garofalo, solare e sempre pronta ad aiutare, lavorava nel panificio di famiglia, dove quotidianamente affiancava i genitori. Aveva compiuto 20 anni appena due giorni prima dell’incidente. Una festa trasformata in tragedia.
Antonio Graziadio, descritto dagli amici come un ragazzo buono e serio, lavorava come elettricista. Anche lui sognava un futuro fatto di lavoro e indipendenza, in una terra dove i giovani combattono ogni giorno per restare.
Le famiglie, sconvolte, si sono strette in un silenzio attonito. In paese, stamattina, i negozi hanno abbassato le serrande per qualche minuto in segno di lutto spontaneo.
Una ferita per tutta la comunità: indagini in corso
La morte di due ventenni in un solo colpo riporta con forza l’attenzione sulle condizioni della SS106, già al centro di polemiche e battaglie civiche per la sicurezza.
Intanto carabinieri, vigili del fuoco e Procura proseguono le verifiche. Saranno le prossime ore a chiarire un quadro ancora incompleto: velocità, visibilità, manovre e stato dei veicoli.
Quel che è certo è che, ancora una volta, una notte qualunque si è trasformata in una tragedia senza ritorno.

