Il dramma mentre eseguiva un intervento di riparazione
Rabbia e lutto a Monfalcone. Tommaso Andreuzza, 27 anni, è rimasto vittima di un tragico incidente sul lavoro all’interno dello stabilimento Fincantieri. Giovane ma già esperto, il manutentore stava eseguendo interventi di riparazione sul tetto di un capannone della salderia, danneggiato da una violenta grandinata in autunno.
Secondo quanto ricostruito finora, Tommaso sarebbe precipitato da un’altezza di circa 20 metri mentre eseguiva lavori in quota con funi e attrezzature di sicurezza fornite dalla ditta Inquota, specializzata in interventi ad alta quota. L’immediato intervento dei soccorsi non ha purtroppo potuto salvargli la vita.
In una nota ufficiale, Fincantieri ha espresso il suo cordoglio: “Il gruppo si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia e dei colleghi. Fin dai primi istanti successivi all’accaduto sono stati attivati tutti i protocolli di sicurezza e soccorso”.
Sciopero e reazioni sindacali
L’incidente ha immediatamente scosso i sindacati Fim, Fiom e Uilm, che hanno proclamato uno sciopero immediato all’interno del cantiere. In una nota congiunta, le sigle denunciano ancora una volta una piaga che sembra senza fine: “Non è più accettabile che nel nostro Paese gli infortuni mortali continuino a verificarsi senza che nulla cambi. Serve volontà politica e investimenti concreti sulla formazione e la sicurezza”.
L’appello è chiaro: bisogna cambiare la cultura della sicurezza sul lavoro, troppo spesso considerata un costo e non una priorità. Per questo motivo, sono state annunciate due ore di sciopero anche negli altri cantieri e nelle aziende in appalto, come segnale di mobilitazione e attenzione verso la sicurezza dei lavoratori.
Condoglianze e vicinanza politica
La tragedia ha mobilitato anche la politica locale e nazionale. La deputata e segretaria provinciale di Fratelli d’Italia, Nicole Matteoni, insieme al consigliere regionale Claudio Giacomelli, ha espresso vicinanza alla famiglia del giovane: “Nessuna parola potrà colmare la loro perdita”.
Anche Graziano Pizzimenti, deputato della Lega, ha sottolineato la necessità di fare chiarezza sulle responsabilità: “La sicurezza sul lavoro deve essere al centro dell’agenda di governo. Incidenti come questo non devono più accadere”.
L’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia ha osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Tommaso Andreuzza, in un gesto che ha unito tutti i gruppi parlamentari nel cordoglio e nella vicinanza alla famiglia e ai colleghi del giovane.
La piaga delle morti sul lavoro
L’incidente di Monfalcone si inserisce in un contesto più ampio di preoccupante frequenza di morti sul lavoro in Italia. Come sottolineato da Franco Mari di Avs, “i provvedimenti finora adottati si sono rivelati inefficaci. È il momento di misure straordinarie, come addetti alla sicurezza dedicati che possano autorizzare e sovrintendere le lavorazioni a rischio”.
La tragedia di oggi dimostra quanto sia urgente un cambiamento strutturale: formazione adeguata, controlli puntuali e responsabilità chiare per chi opera in ambienti ad alto rischio. Ogni vita spezzata è un monito e un richiamo alla responsabilità collettiva.
Una comunità colpita
Tommaso Andreuzza lascia un vuoto immenso nella sua famiglia, nei colleghi e nella comunità di Monfalcone. Giovane, competente e stimato, la sua scomparsa ha acceso nuovamente i riflettori su un tema che non può più essere ignorato.
Mentre le indagini sulle cause dell’incidente proseguono, resta la ferita aperta di una vita che avrebbe avuto tutto il diritto di proseguire e crescere, nel rispetto della sicurezza sul lavoro che troppo spesso viene sottovalutata.

