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Tre donne bruciate vive in un albergo a Buenos Aires: ‘Vittime dell’odio di genere’

Tre donne sono morte in un rogo a Buenos Aires

 Le compagne dell’associazione nella quale militavano le tre donne bruciate vive nell’incendio di una stanza d’albergo fatiscente a Buenos Aires non hanno dubbi. “Le hanno uccise perché erano lesbiche“.

Le due coppie di donne alloggiavano in un albergo fatiscente nel quartiere fatiscente di Barracas: molotov lanciata nella loro stanza

Le vittime sono la 42enne Andrea Amarante e le 52enni Pamela Cobas e Roxana Figueroa. Il dramma si è consumato qualche giorno fa nel quartiere di Barracas della capitale argentina, e se in un primo momento si pensava ad un incendio provocato da una stufa difettosa, con il passare delle ore si è delineato un vero e proprio “crimine d’odio” e di “genere”.

A provocare l’incendio è stato infatti un uomo che ha lanciato una bottiglia molotov all’interno della stanza 14 di un hotel familiare dove vivevano le quattro donne che formavano due coppie. Una di loro è sopravvissuta. “Gli hanno dato fuoco perché erano lesbiche, perché erano povere e perché erano militanti” – hanno denunciato le compagne dell’Associazione lesbiche di Barracas durante una protesta di fronte all’albergo.

Fermato il vicino di stanza, esplode la rabbia a Buenos Aires: ‘Uccise perché lesbiche’

Il principale sospettato è un vicino di stanza con cui le quattro donne apparentemente avevano frequenti discussioni. L’uomo, Justo Fernando Barrientos, di 67 anni, ha cercato di togliersi la vita prima di essere arrestato. Il fatto è avvenuto nelle prime ore di lunedì 6 maggio. Sembra che in passato ci fossero stati già violenti alterchi e che le liti tra l’uomo e le vittime fossero frequenti. All’Hospital del Quemado è ancora ricoverata Sofía Castro Riglos, 49 anni, la donna miracolosamente sopravvissuta al rogo.

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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