I due giovani sono deceduti in una strada chiusa tra Triggiano e Bari che chiamano “la zona”I due giovani sono deceduti in una strada chiusa tra Triggiano e Bari che chiamano “la zona”

Una strada chiusa, una prova in moto e una tragedia evitabile

Una tragedia che lascia sgomenti e apre interrogativi pesanti. È il bilancio dell’incidente avvenuto nella tarda mattinata di domenica 4 gennaio su una strada chiusa al traffico tra Triggiano e Mungivacca, alle spalle dell’ex mercato ortofrutticolo mai entrato in funzione, nei pressi della Statale 100. Due ragazzi giovanissimi, Davide Capuozzo, 17 anni, e Andrea Liddi, 18 anni, entrambi residenti nel quartiere Poggiofranco di Bari, hanno perso la vita. Un terzo giovane, A.R., coetaneo di Davide, è rimasto gravemente ferito ed è ora ricoverato al Policlinico di Bari.

Quello che doveva essere un semplice incontro tra amici si è trasformato in una scena drammatica, consumata in pochi secondi su un tratto di strada che avrebbe dovuto garantire sicurezza proprio perché interdetto alla circolazione.


Chi erano Davide Capuozzo e Andrea Liddi

Davide Capuozzo aveva 17 anni. Andrea Liddi ne aveva appena compiuti 18. Entrambi condividevano la passione per le moto, come molti ragazzi della loro età. Secondo quanto ricostruito finora, Andrea sarebbe stato il proprietario della Yamaha 700, immatricolata da pochi mesi e intestata formalmente a una donna di 52 anni. Davide, insieme all’amico A.R., la stava provando in vista di un possibile acquisto.

Un appuntamento come tanti altri, organizzato in un’area nota come punto di ritrovo per motociclisti, spesso frequentata nonostante il divieto di accesso.


La dinamica: la moto lanciata ad alta velocità

Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, Davide Capuozzo era alla guida della moto, con A.R. come passeggero. I due avrebbero effettuato ripetuti giri attorno a una rotonda, aumentando progressivamente la velocità. In quel momento, Andrea Liddi si trovava a piedi, sul margine della carreggiata.

Pare che il ragazzo si fosse chinato dietro un cespuglio per recuperare una vite o un piccolo componente della sua moto, caduto sull’asfalto. È stato allora che la Yamaha, lanciata a velocità elevata, lo ha travolto. L’impatto è stato devastante: Andrea sarebbe stato sbalzato per decine di metri. Nello schianto ha perso la vita anche Davide, alla guida del mezzo. Entrambi sono morti sul colpo.


Il terzo ragazzo ferito e i soccorsi

Il passeggero della moto, A.R., è rimasto gravemente ferito. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in codice rosso al Policlinico di Bari. Secondo le prime informazioni, avrebbe riportato numerose abrasioni e traumi, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Sul posto sono intervenuti immediatamente anche gli agenti della Polizia Locale, che si trovavano già nella zona per un servizio di vigilanza contro l’abbandono di rifiuti. La loro presenza ha permesso di avviare rapidamente i soccorsi e mettere in sicurezza l’area.


Un’area già nota e spesso frequentata nonostante i divieti

Il tratto di strada teatro dell’incidente si trova dietro l’ex mercato ortofrutticolo, una struttura mai entrata in funzione e da anni simbolo di degrado. L’area, ufficialmente chiusa al traffico, è spesso utilizzata come ritrovo informale da gruppi di giovani con moto e scooter, attratti dall’assenza di traffico e dalla conformazione della carreggiata.

Proprio per questo, la zona era già oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine, ma ciò non è bastato a evitare l’ennesima tragedia.


Indagini in corso: accertamenti su responsabilità e sicurezza

Le indagini sono coordinate dalla pubblica ministero Savina Toscani, che dovrà chiarire ogni aspetto della vicenda: dalla dinamica esatta dell’impatto alle responsabilità individuali, fino all’uso del mezzo e alle condizioni di sicurezza della strada.

Non si esclude che vengano disposti ulteriori accertamenti tecnici sul veicolo e sull’area, mentre sarà fondamentale stabilire se vi siano state condotte imprudenti e se la chiusura al traffico fosse adeguatamente segnalata e controllata.

Il dolore delle famiglie e una comunità sotto shock

Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i familiari di Davide e Andrea, sconvolti dal dolore. Due vite spezzate troppo presto, in una mattinata che avrebbe dovuto essere come tante altre.

Una tragedia che riaccende il dibattito sulla sicurezza, sull’uso improprio di aree interdette e sulla necessità di prevenzione. Perché dietro i numeri e le statistiche restano i nomi, i volti e le storie di Davide Capuozzo e Andrea Liddi, due ragazzi uniti da una passione che, in pochi istanti, si è trasformata in tragedia.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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