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Ucraina, la sindaca di Motyzhyn uccisa dalle truppe russe e scaricata in una fossa con marito e figlio calciatore

La sindaca di un villaggio in Ucraina è stata rapita, giustiziata e scaricata in una fossa nella foresta insieme al marito ed al figlio. I vicini hanno detto che le truppe russe che occupavano Motyzhyn, 30 miglia a ovest di Kiev, hanno cercato di ottenere il sostegno dei funzionari locali ma, al loro rifiuto di collaborare, hanno risposto con l’orrore.

Olga Sukhenko si sarebbe rifiutata di collaborare con gli invasori: trovata in una fossa con marito e figlio

Secondo il tabloid britannico The Sun gli orrori sono emersi dopo che le forze di Putin si sono ritirate dalla regione di Kiev verso la Bielorussia. Il sindaco Olga Sukhenko, il marito Igor e il figlio Oleksandr,  ex calciatore del club locale Seagull Second League, sarebbero stati rapiti il ​​23 marzo. Della loro sorte non si è saputo nulla fino a quando i loro corpi non sono stati trovati sabato 2 aprile in una fossa poco profonda dietro le case che i soldati russi avevano usato come baracche improvvisate.

È stato trovato anche un quarto cadavere, ma non è stato ancora identificato. Secondo una prima ricostruzione sarebbero stati fucilati mentre in un altro villaggio un altro corpo privo di vita è stato trovato in un pozzo.

Oleksandr Sukhenko

Il pugile ucraino Klitshcko: ‘Non è un’operazione speciale ma un genocidio’

Secondo fonti ucraine i soldati russi avrebbero violentato diverse donne e usato violenza anche contro bambini disabili. Alcuni piccoli sarebbero rimasti mutilati mentre le vittime nella sola città di Bucha sarebbero almeno 300 (almeno 57 sono stati rinvenuti in un fossa comune). “Tutte queste persone sono state fucilate” – ha detto il sindaco Anatoly Fedoruk.

Questa non è un’operazione militare speciale. Questo è un genocidio” – ha scritto su Twitter la leggenda della boxe Wladimir Klitshcko condividendo un video in cui mostrava i civili “colpiti alla testa con le mani legate dietro la schiena”. Ad Irpin i carrarmati sarebbero passati sui corpi privi di vita di donne e ragazzine dopo averle uccise.

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