don Rodrigo Gaviria Grajalesdon Rodrigo Gaviria Grajales

Aggressione in pieno centro: identificato l’autore

È stato individuato dai carabinieri di Modena l’uomo che la mattina del 30 dicembre ha accoltellato don Rodrigo Gaviria Grajales, sacerdote colombiano di 45 anni, ferendolo gravemente al collo in pieno centro storico. L’aggressione è avvenuta poco dopo le 10.30, nei pressi di via Ganaceto, a pochi passi dalla chiesa della Pomposa.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, si tratterebbe di un giovane maggiorenne, con problemi di natura psichiatrica e di tossicodipendenza. Al momento non emergerebbero collegamenti tra l’aggressore e il sacerdote: il movente resta dunque avvolto nel mistero.


Il tentato omicidio e le indagini

L’uomo è ora indagato per tentato omicidio. A coordinare le indagini è la Procura di Modena, guidata dal procuratore Luca Masini, che ha annunciato una conferenza stampa nella serata di oggi presso il comando provinciale dei carabinieri.

Secondo la ricostruzione, l’aggressore avrebbe colpito improvvisamente don Rodrigo al collo con un’arma da taglio. La ferita, seppur profonda, non ha interessato arterie vitali come la carotide o la giugulare, evitando conseguenze letali.


I soccorsi e l’intervento chirurgico

Subito dopo l’aggressione, avvenuta in pieno giorno, alcune persone presenti hanno prestato i primi soccorsi e allertato il 118. Il sacerdote è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Secondo quanto riferito dalla diocesi, l’operazione è riuscita e il sacerdote non è in pericolo di vita. Le sue condizioni sono stabili.


“È lucido e riconoscente”

A fornire aggiornamenti è stato don Grazia Gavioli, parroco della chiesa di San Giovanni Evangelista, dove don Rodrigo presta servizio come collaboratore pastorale.

«Dopo il risveglio – ha riferito – don Rodrigo ha parlato a lungo con le forze dell’ordine, fornendo elementi utili alle indagini. È sereno, lucido, ringrazia tutti per l’affetto e le preghiere ricevute».

Il sacerdote colombiano, cappellano della comunità latinoamericana, resta ricoverato ma fuori pericolo. «Ringraziamo Dio – ha aggiunto don Gavioli – perché, nonostante la gravità del gesto, la ferita non ha compromesso organi vitali. Un ringraziamento va anche ai sanitari e alle forze dell’ordine per la rapidità dell’intervento».


Un gesto senza spiegazione

Al momento non emerge alcun legame tra vittima e aggressore. Gli inquirenti escludono la rapina e parlano di un gesto improvviso, privo di un movente apparente. Un episodio che ha profondamente scosso la comunità modenese, colpita da un atto di violenza tanto improvviso quanto inspiegabile.

Le indagini proseguono per chiarire il quadro clinico e le responsabilità dell’aggressore, mentre la città resta in attesa di risposte.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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