Tarna Sergiu indossava ancora la divisa da cameriere
È stato identificato come Tarna Sergiu, 25 anni, cittadino moldavo residente nel Veneziano, il giovane trovato morto in un campo agricolo a Malcontenta di Mira. Il corpo, rinvenuto riverso a terra con una ferita alla tempia sinistra, presenta elementi che fanno ipotizzare un omicidio. La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo e disposto accertamenti urgenti.
A fare la macabra scoperta è stata una persona che si trovava nella zona per una passeggiata naturalistica. Il cadavere giaceva su un fianco, non lontano da un fossato, in un’area agricola isolata tra la Riviera del Brenta e la zona industriale di Porto Marghera. Indossava giacca e pantaloni neri, forse la divisa da cameriere o banconiere ancora indossata.
Ipotesi omicidio: attesa per l’autopsia
Secondo quanto trapelato dagli inquirenti, sul corpo non sarebbero state riscontrate altre ferite evidenti, se non quella alla tempia. Resta da stabilire se si tratti di un colpo d’arma da fuoco o di un’altra tipologia di lesione. Nessuna arma è stata rinvenuta sul posto.
La Procura di Venezia ha disposto l’autopsia, che verrà eseguita nelle prossime ore, per chiarire con precisione le cause del decesso e stabilire l’ora della morte. Gli investigatori, coordinati dal comandante del reparto operativo dei carabinieri di Venezia, Giuseppe Battaglia, mantengono il massimo riserbo.
Chi era la vittima e cosa sappiamo finora
Tarna Sergiu, 25 anni, di origine moldava, viveva in Veneto. I carabinieri sono risaliti alla sua identità grazie ai documenti trovati addosso e ad alcuni effetti personali. I familiari sono già stati informati.
Non risultano al momento segni di colluttazione né tracce evidenti di trascinamento del corpo. Gli inquirenti stanno verificando se l’uomo sia stato ucciso nel punto del ritrovamento o se il corpo sia stato successivamente spostato.
Indagini in corso tra telecamere e testimonianze
I carabinieri stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona e ascoltando i residenti, sebbene l’area sia scarsamente abitata. Nessuna pista viene esclusa, compresa quella di un regolamento di conti.
L’area del ritrovamento resta sotto sequestro. Le indagini proseguono nel massimo riserbo.

