Tragedia in via Marina, in provincia di Campobasso: lei aveva 91 anni, lui 58, la Procura di Larino indaga per ricostruire le ultime ore e chiarire le cause dei decessi
Un silenzio prolungato, nessun movimento e la preoccupazione dei vicini. È da questi segnali che è partita la richiesta di aiuto culminata in una drammatica scoperta a Ururi, in Molise, dove una donna di 91 anni e il figlio di 58 sono stati trovati morti nella loro abitazione di via Marina.
L’allarme è scattato nella mattinata di domenica 25 ottobre, dopo che da alcuni giorni nessuno aveva notizie dei due. Intorno alle 10, i vigili del fuoco hanno forzato la porta d’ingresso e consentito ai soccorritori di entrare nell’abitazione. Per la madre e il figlio, però, non c’era più nulla da fare: il personale sanitario ha constatato entrambi i decessi.
La Procura di Larino indaga: da chiarire le cause delle morti
Nell’abitazione sono intervenuti i carabinieri della stazione locale, coordinati dalla Compagnia di Larino, insieme al magistrato di turno della Procura. Sul posto è arrivata anche la sindaca di Ururi, Laura Greco.
Secondo le prime informazioni, l’anziana è stata trovata senza vita nel letto, mentre il figlio era in salotto. Le circostanze del ritrovamento sono ora al vaglio degli investigatori, che dovranno ricostruire la dinamica e stabilire quando siano avvenuti i decessi.
Tra le ipotesi da verificare c’è quella di un possibile omicidio-suicidio, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire che cosa sia accaduto. Le prime informazioni riferiscono che sul corpo della donna non sarebbero stati rilevati segni evidenti di violenza. Resta quindi da accertare anche la possibilità che la novantunenne sia morta per cause naturali e che il figlio si sia tolto la vita in un secondo momento.
La Procura disporrà gli accertamenti necessari per chiarire le cause e la successione temporale delle due morti. Non è esclusa l’autopsia, che potrebbe fornire indicazioni decisive per ricostruire le ultime ore di madre e figlio.
«Vivevano in simbiosi»: una vita lontana dagli altri
Le testimonianze raccolte in paese descrivono una famiglia che da tempo conduceva un’esistenza molto riservata, con pochi rapporti con l’esterno. Il figlio sarebbe tornato a Ururi diversi decenni fa, dopo aver lasciato la città in cui frequentava l’università, per vivere con i genitori.
Dopo la morte del padre, avvenuta anni fa, si sarebbe occupato soprattutto della madre. «Vivevano in simbiosi, lui si era trasferito a Ururi decenni fa per stare con i genitori», raccontano alcune persone del posto.
Secondo quanto riferito da conoscenti, l’uomo usciva raramente e soffriva da tempo di depressione. Un quadro che gli investigatori potranno eventualmente approfondire nell’ambito della ricostruzione, senza che questi elementi consentano, da soli, di spiegare quanto accaduto.
L’allarme dei vicini dopo giorni senza notizie
A destare preoccupazione era stata soprattutto l’assenza di qualsiasi segnale proveniente dall’abitazione. Da giorni i vicini non vedevano i due e non sentivano rumori, una situazione insolita che ha spinto una lontana parente a segnalare il prolungato silenzio e a chiedere un intervento.
L’arrivo dei vigili del fuoco e dei soccorritori ha portato alla scoperta dei corpi. Resta da capire se i decessi risalgano effettivamente a diversi giorni prima del ritrovamento, come temuto da chi aveva dato l’allarme.
Ururi, piccolo comune della provincia di Campobasso caratterizzato dalla presenza della minoranza linguistica arbëreshë, si ritrova così a fare i conti con una vicenda ancora avvolta da molti interrogativi.
Gli accertamenti proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto nell’abitazione di via Marina. Solo gli esami medico-legali e gli elementi raccolti dagli investigatori potranno chiarire le cause delle due morti e stabilire se tra loro esista un legame diverso dalla convivenza.

