Il generale attacca la legge sul femminicidio e le quote rosa. Dure reazioni dal Pd alla Lega: “Parole fuorvianti e gravissime”
Nuova bufera politica attorno a Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale ha acceso il dibattito con alcune dichiarazioni sul reato di femminicidio pronunciate durante l’assemblea costituente del movimento.
Le sue parole hanno immediatamente provocato una valanga di reazioni da parte di esponenti politici di maggioranza e opposizione, trasformando il tema in uno dei casi politici più discussi della giornata.
Le parole di Vannacci sul femminicidio
Nel corso della conferenza stampa e successivamente dal palco dell’Auditorium della Conciliazione, Vannacci ha spiegato la propria posizione sostenendo che uomini e donne debbano essere trattati allo stesso modo davanti alla legge.
Secondo il generale, infatti, un reato non dovrebbe essere considerato più o meno grave in base al sesso della vittima o dell’autore.
“Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri”, ha dichiarato.
Una frase che ha immediatamente acceso il confronto politico.
L’attacco alla legge e alle quote rosa
Vannacci è andato oltre, definendo la legge sul femminicidio un errore normativo.
Nel suo intervento ha sostenuto che il diritto penale non dovrebbe distinguere le fattispecie di reato in base al genere della vittima.
Non solo. Il leader di Futuro Nazionale ha rilanciato anche la sua battaglia contro le quote rosa e la parità di genere imposta per legge.
Secondo Vannacci, gli incarichi professionali e politici dovrebbero essere assegnati esclusivamente sulla base del merito e non attraverso meccanismi di riequilibrio.
Parole che hanno alimentato ulteriormente le polemiche.
Le reazioni del Partito Democratico
Le dichiarazioni hanno provocato una dura risposta da parte degli esponenti del Partito Democratico.
La senatrice Cecilia D’Elia ha accusato Vannacci di non riconoscere la specificità della violenza maschile contro le donne e di ignorare il fenomeno dei femminicidi.
Ancora più dura la deputata Michela Di Biase, che ha ricordato come il femminicidio sia un fenomeno riconosciuto e studiato da magistratura, istituzioni e organismi internazionali.
Sulla stessa linea anche la senatrice Valeria Valente, che ha parlato di una visione legata a una cultura patriarcale ancora radicata.
La replica di Laura Ravetto
A difendere parzialmente la posizione del generale è intervenuta invece Laura Ravetto, recentemente approdata in Futuro Nazionale.
Secondo la deputata, le parole di Vannacci andrebbero interpretate da un punto di vista giuridico.
Ravetto ha sostenuto che il principio espresso dal generale sarebbe quello dell’uguale valore della vita umana, indipendentemente dal sesso della vittima.
Una lettura che però non è bastata a spegnere le polemiche.
Bongiorno prende le distanze
Tra le reazioni più significative c’è stata quella della senatrice della Lega Giulia Bongiorno, promotrice della legge che ha introdotto il reato specifico di femminicidio.
Per Bongiorno le parole di Vannacci risultano “fuorvianti”.
La presidente della Commissione Giustizia del Senato ha spiegato che la norma non attribuisce un valore diverso alla vita delle donne rispetto a quella degli uomini, ma mira a colpire una particolare dinamica criminale fondata su odio, possesso e discriminazione di genere.
Un intervento che evidenzia come il dibattito abbia coinvolto anche esponenti della stessa area politica del generale.
Il caso continua a dividere
Le dichiarazioni di Vannacci stanno continuando a generare discussioni sui social e nel mondo politico.
Da una parte chi sostiene la necessità di garantire una totale uguaglianza normativa tra uomini e donne, dall’altra chi ritiene fondamentale riconoscere la specificità della violenza di genere attraverso strumenti legislativi dedicati.
Un confronto destinato probabilmente a proseguire anche nei prossimi giorni, alimentando un dibattito che tocca temi particolarmente sensibili per l’opinione pubblica.

