La risposta ufficiale di Mediaset
Mediaset rompe il silenzio e lo fa con una nota durissima, senza sfumature né diplomazie. Dopo la pubblicazione della nuova puntata di Falsissimo su YouTube, diffuso da Fabrizio Corona nonostante il divieto del Tribunale di Milano, l’azienda ha deciso di intervenire pubblicamente per respingere quello che definisce un attacco sistematico fondato su menzogne, insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento.
Il comunicato è netto: la libertà di espressione non può e non deve trasformarsi in libertà di diffamazione, gogna mediatica o distruzione delle persone.
“Questo non è giornalismo”
Nel testo diffuso, Mediaset parla di un metodo che nulla ha a che vedere con il diritto di cronaca o con l’informazione. Al contrario, viene descritto come un meccanismo che normalizza l’odio, alimenta la violenza verbale e sfrutta il disprezzo per la verità a fini di lucro. Una monetizzazione dell’insulto, viene definita, che colpisce non solo una società quotata in Borsa ma anche singoli professionisti e, aspetto ancora più grave, le loro famiglie.
Parole pesanti, che segnano un punto di non ritorno nei rapporti tra l’azienda e l’ex re dei paparazzi.
La tutela dell’azienda e delle persone
Mediaset ribadisce il proprio impegno a tutelare in ogni sede competente le persone coinvolte, gli artisti, i professionisti e l’intero gruppo. Non si tratta solo di una difesa d’immagine, ma di una presa di posizione più ampia contro quella che viene definita una campagna d’odio mascherata da libertà di parola.
Il riferimento al fatto che Mediaset sia una società quotata in Borsa non è casuale. Le accuse diffuse online hanno un impatto diretto anche sul piano economico e reputazionale, e per questo l’azienda non intende più tollerare derive incontrollate.
La replica di Corona: ‘Svelo alla gente le vostre menzogne’
La nota rappresenta un passaggio cruciale: Mediaset traccia un confine pubblico e definitivo tra informazione e diffamazione. Non tutto ciò che genera clic è giornalismo. Non tutto ciò che viene urlato sui social è verità. E soprattutto, non tutto può essere giustificato in nome della libertà di espressione.
Immediata la replica di Fabrizio Corona via Instagram Stories. “Faccio quello che voi fate da anni. Racconto, facendo inchiesta, visto che ci sono persone indagate, il vostro sistema. Posso farlo perché lo conosco da dentro. Svelo alla gente le vostre menzogne dette per guadagnare e manipolare a scopo di potere. La faccio perché ne ho il diritto, il resto è menzogna”.


