Ascoltati padre e figlia sulla cena mortaleAscoltati padre e figlia sulla cena mortale

Gianni Di Vita dopo l’interrogatorio: “Sono sereno”

Dopo giorni di silenzio, arriva la prima reazione di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime della tragedia di Pietracatella.

L’uomo, commercialista ed ex sindaco del piccolo centro in provincia di Campobasso, è stato ascoltato per oltre dieci ore in questura.

A riferire le sue parole è stato il legale, che ha parlato di un uomo “addolorato ma sereno”, convinto della propria posizione:
“Sono con la coscienza a posto”, avrebbe dichiarato.


L’inchiesta: ipotesi duplice omicidio e presenza di ricina

Il caso resta avvolto da numerosi interrogativi.

Al centro dell’indagine ci sono le morti di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute dopo un improvviso malore tra la vigilia e il giorno di Natale.

Gli accertamenti tossicologici hanno rilevato la presenza di tracce di ricina, una sostanza altamente tossica e difficile da reperire.

Un elemento che ha portato gli inquirenti a ipotizzare un duplice omicidio, anche se al momento il fascicolo resta contro ignoti.


Le 13 ore di interrogatori e le versioni a confronto

La giornata di interrogatori è stata lunga e complessa: circa 13 ore complessive di audizioni.

Sono stati sentiti:

  • Gianni Di Vita
  • la figlia Alice, unica superstite insieme al padre
  • una cugina che attualmente ospita i due

Gli investigatori hanno messo a confronto le diverse versioni per ricostruire le ultime ore prima del malore.

Un punto cruciale riguarda i pasti consumati il 23 dicembre, giornata ritenuta centrale per comprendere l’origine dell’intossicazione.

Il padre avrebbe dichiarato di non ricordare con precisione cosa fosse stato mangiato.


Le indagini proseguono: attesa per la relazione definitiva

Nei prossimi giorni è attesa la relazione completa del Centro nazionale antiveleni di Pavia, che dovrà chiarire in modo definitivo la presenza e la natura della sostanza tossica.

Nel frattempo, la Squadra Mobile continua a raccogliere testimonianze: sono già circa trenta le persone ascoltate tra parenti e conoscenti.

Non si esclude che alcuni testimoni possano essere riconvocati per ulteriori approfondimenti.


I punti oscuri: movente, modalità e origine della sostanza

Restano numerosi gli interrogativi ancora senza risposta:

  • chi avrebbe pianificato l’eventuale avvelenamento
  • quale sarebbe il movente
  • come sia stata reperita e utilizzata la ricina

Particolarmente delicato è proprio l’ultimo punto: si tratta infatti di una sostanza non facilmente accessibile, il cui utilizzo presuppone conoscenze e modalità ancora tutte da chiarire.


La casa sotto sequestro e i prossimi sviluppi

L’abitazione di Pietracatella resta sotto sequestro, mentre non è ancora stata fissata una data per un eventuale nuovo sopralluogo.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo, con l’obiettivo di fare luce su una vicenda che, a distanza di settimane, continua a presentare zone d’ombra significative.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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