Ergastolo confermato: la decisione della Corte d’Appello
La Corte di Assise d’Appello di Napoli ha confermato la condanna all’ergastolo per Stefania Russolillo, imputata per l’omicidio di Rosa Gigante, avvenuto il 18 aprile 2023 nel quartiere Pianura.
I giudici della terza sezione hanno ribadito la responsabilità della donna, riconoscendo i reati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla finalità di rapina.
Una decisione che conferma integralmente la sentenza di primo grado, pronunciata il 28 gennaio 2025.
Il delitto di Pianura: cosa accadde il 18 aprile 2023
Rosa Gigante, 72 anni, ipovedente, fu trovata senza vita nella sua abitazione in via Vicinale Santaniello.
Il corpo presentava evidenti segni di violenza: bruciature su diverse parti del corpo e un cavo stretto al collo.
Un omicidio che colpì profondamente la comunità e che sin da subito apparve di estrema brutalità.
Tra i primi ad arrivare nell’abitazione ci fu il figlio, Donato De Caprio, noto sui social per la sua attività di salumeria e i video diventati virali.
La ricostruzione dell’accusa: un piano studiato
Secondo la ricostruzione della Procura, sostenuta in primo grado dal pubblico ministero Maurizio De Marco, l’omicidio non fu un gesto improvviso.
Al contrario, si sarebbe trattato di un delitto premeditato dalla vicina, pianificato in modo lucido con l’obiettivo di impossessarsi del denaro della vittima.
Un movente economico che ha pesato in maniera decisiva nella valutazione dei giudici.
La difesa e le richieste respinte
La difesa dell’imputata aveva chiesto l’esclusione dell’aggravante della premeditazione, puntando su una diversa interpretazione dei fatti.
Una linea che però non è stata accolta dalla Corte d’Appello, che ha confermato integralmente l’impianto accusatorio.
Nel corso del processo di primo grado, Russolillo aveva anche rilasciato dichiarazioni spontanee, chiedendo scusa ai familiari della vittima.
Il legame con il figlio Donato De Caprio e l’impatto mediatico
Il caso ha avuto ampia risonanza anche per il legame della vittima con il figlio, Donato De Caprio, conosciuto per i suoi video su TikTok.
La sua attività nel centro di Napoli e il tormentone “con mollica o senza” lo hanno reso un volto noto, amplificando l’eco della vicenda.
Un elemento che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione pubblica sull’intero processo.
Una sentenza che chiude un capitolo giudiziario
Con la conferma dell’ergastolo in appello, si consolida il quadro giudiziario di uno dei casi più discussi degli ultimi anni a Napoli.
Resta ora aperta solo la possibilità di un eventuale ricorso in Cassazione.
Intanto, la sentenza rappresenta un punto fermo per una vicenda segnata da violenza e da un movente ritenuto particolarmente grave: l’uccisione per denaro di una donna fragile nella propria casa.

