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Sea Watch 3 forza il blocco, urta motovedetta Gdf e sbarca a Lampedusa: arrestata Carola Rackete

sea watch 3

La Sea Watch 3 ha sfondato per l’ennesima volta il blocco navale dello Stato Italiano ed è entrata al porto di Lampedusa dove è attraccata verso le 2 di notte del 29 giugno. Durante la manovra la nave ha stretto e urtato l’imbarcazione della Guardia di Finanza. La capitana della Sea Watch Carola Rackete è stata portata via poco dopo l’attracco nel porto di Lampedusa dalla Guardia di Finanza, è in stato d’arresto. L’accusa nei suoi confronti è la violazione dell’articolo 1100 del Codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione.


Alla tedesca viene contestata anche il rischio di naufragio. Da parte sua Carola Rackete ha invocato lo stato di necessità. “Sono passate 60 ore da quando abbiamo dichiarato lo stato di emergenza ma nessuno si è preso la responsabilità. Ancora una volta è toccato a noi”. Da qui la decisione, intorno all’1:30, di forzare il blocco ed entrare nel porto di Lampedusa. Al momento dello sbarco non sono mancati momenti di tensione tra opposte fazioni sulle banchine.


Da parte un gruppo di sostenitori delle Ong hanno applaudito l’arrivo della Sea Watch mentre dall’altra parte alcuni residenti, capeggiati da un esponente della Lega, che manifestavano il proprio dissenso per l’attracco forzato della nave. Intorno alle 5:20 sono iniziate le operazioni di sbarco dei migranti. Sulla Sea Watch 3 ci sono alcuni esponenti del Pd capeggiati dall’ex ministro Del Rio.

 

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