Il post dal Colosseo e il messaggio alla stampa: ‘Non fate copia-incolla’
Can Yaman sceglie Roma, e simbolicamente il Colosseo, per chiudere una vicenda che in poche ore ha assunto proporzioni mediatiche rilevanti. Lo fa con un post su Instagram, una foto che lo ritrae sorridente nella Capitale e un messaggio diretto alla stampa italiana. Il tono è fermo ma non aggressivo, quasi un appello: non limitarsi a riprendere le notizie provenienti dalla Turchia senza verificarle.
“Cara stampa italiana, da sempre la stampa turca è cattiva con me, ma non è una novità. Però voi no”, scrive l’attore, riferendosi alle indiscrezioni circolate dopo il suo fermo e il successivo rilascio a Istanbul nell’ambito di un’operazione antidroga. Un episodio che, secondo Yaman, è stato rapidamente chiarito dalle autorità locali. Nelle scorse ore è stato protagonista anche della sorpresa (registrata ad ottobre) della prima puntata di C’è posta per te del 10 gennaio.
Il fermo, il rilascio e il ritorno in Italia
I fatti, nella loro essenzialità, sono questi: Can Yaman viene fermato a Istanbul durante controlli antidroga che coinvolgono anche personaggi noti, viene ascoltato e rilasciato in breve tempo, riuscendo a rientrare in Italia il giorno successivo. Proprio questo passaggio temporale è al centro della sua smentita: “Se fosse stato minimamente vero, non sarei stato rilasciato così rapidamente”.
Un ragionamento lineare, che l’attore affida direttamente ai suoi follower e ai media, concludendo il messaggio con un tono sorprendentemente affettuoso: “Vi voglio bene”. E poi una scritta semplice, quasi a voler archiviare il caso: “Back to Rome”.
Un’immagine pubblica messa in discussione
Nonostante la rapidità con cui la sua posizione è stata chiarita, la notizia ha generato un effetto domino mediatico. Talk, siti di cronaca e social hanno rilanciato l’ipotesi di un coinvolgimento in ambienti notturni e in comportamenti incompatibili con l’immagine pubblica dell’attore.
Ed è proprio su questo punto che intervengono le testimonianze di chi ha lavorato a stretto contatto con lui negli ultimi anni, offrendo un contro-racconto fondato sull’osservazione quotidiana.
La voce di chi lo ha allenato per Sandokan
A smontare l’idea di un Can Yaman dedito agli eccessi è Emiliano Novelli, il preparatore atletico che lo ha seguito nella trasformazione fisica per Sandokan. In un’intervista rilasciata a Fanpage, Novelli descrive un attore ossessivamente concentrato sulla disciplina sportiva.
Parla di allenamenti estenuanti, fino a otto ore al giorno, di un regime rigidissimo e di un’attenzione maniacale al corpo. “Se sgarri, quell’addome non ce l’hai”, spiega, sottolineando come Yaman non facesse uso neppure di integratori comuni nel mondo del fitness. Solo acqua naturale, nessuna concessione, nessuna scorciatoia.
Lucidità, concentrazione e lavoro sul set
Secondo il preparatore, c’è anche un aspetto professionale che rende poco credibili le accuse. Le scene d’azione di Sandokan richiedevano coordinazione, riflessi pronti, memoria delle coreografie e una lucidità costante. “Si vede subito se non hai dormito o se non sei concentrato”, osserva Novelli. Un uso di sostanze, anche occasionale, avrebbe compromesso inevitabilmente quelle performance.
Una valutazione condivisa anche in un’intervista a Il Messaggero, dove il tecnico ribadisce come lo stile di vita dell’attore fosse incompatibile con qualsiasi forma di alterazione.

