Pierluigi DiacoPierluigi Diaco

Dopo le domande sulla vita privata dell’ex sacerdote a BellaMa’, si moltiplicano le reazioni e le prese di posizione

Non si spegne la polemica sull’intervista di Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani. Il confronto andato in onda a BellaMa’, durante il quale il conduttore ha incalzato l’ex sacerdote sulla sua sessualità e sulle esperienze personali dopo aver lasciato il sacerdozio, ha aperto un caso che sta coinvolgendo diversi protagonisti della televisione pubblica.

Nelle ultime ore sono arrivate nuove prese di posizione: da Milly Carlucci, che ha manifestato pubblicamente la vicinanza del gruppo di Ballando con le Stelle a Ravagnani, a Fiorello, che ha commentato l’episodio con la consueta ironia.

Nel dibattito sono intervenuti anche gli organismi sindacali e la consigliera di amministrazione Rai Federica Frangi, con posizioni decisamente differenti. In apertura della puntata del 4 novembre di BellaMà il conduttore ha reso omaggio a Tinto Brass, scomparso nelle scorse ore, poi è passato all’argomento di giornata – l’amore tossico – senza far riferimento alla bufera di queste ore.

Milly Carlucci si schiera con Ravagnani: «Inaccettabile quanto accaduto»

La conduttrice di Ballando con le Stelle ha affidato ai social un messaggio condiviso con il gruppo di lavoro del programma, prendendo posizione dopo quanto accaduto durante l’intervista. Nel post viene innanzitutto ricordata la volontà dello show di Rai 1 di affrontare temi capaci di raccontare una società complessa, favorendo il confronto e l’inclusione.

Carlucci ha ringraziato Ravagnani per aver accettato di partecipare alla trasmissione e per aver condiviso la propria esperienza personale, sottolineando la volontà di proseguire insieme il percorso umano e artistico nel rispetto della sua persona.

Il passaggio più netto riguarda però l’episodio di BellaMa’: «In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà, già ripetutamente espressa, in privato, da tutto il nostro gruppo di lavoro».

Una presa di posizione che conferma la vicinanza del gruppo di Ballando al concorrente e che arriva dopo le indiscrezioni sui presunti malumori nei confronti del trattamento riservatogli durante l’intervista.

Fiorello punge Diaco: «L’intervista è stata bruttissima»

Sulla vicenda è intervenuto anche Fiorello, che durante la puntata di La Pennicanza ha scelto la strada della satira. Lo showman ha inserito la polemica nel suo commento sull’attualità, scherzando anche su una notizia relativa a un finto sacerdote che avrebbe celebrato una messa a Torino.

«Milly, prendi pure lui! Questi giovani non li capisco: se si fanno preti si spretano, se non sono preti fanno finta di esserlo. La pena? Andare prima a Ballando e poi a BellaMa’ da Diaco!», ha ironizzato.

Poi il riferimento diretto al conduttore e alle domande rivolte a Ravagnani: «Pierluigi ha sbagliato, di sicuro. L’intervista è stata bruttissima, tutto quello che volete. Però, se dico quello che penso… anzi, meglio non dirlo. Altrimenti stasera mi ritrovo la testa di Mariotto nel letto!».

Fiorello ha concluso con un’altra battuta su Diaco, immaginando una sua precisazione: «Non ho niente contro gli ex preti, il mio migliore amico è Terence Hill!».

La solidarietà del Cdr e delle Commissioni Pari Opportunità

Una posizione critica sull’intervista è arrivata anche dal Cdr delle giornaliste e dei giornalisti del Daytime Rai, dalla Commissione Pari Opportunità della Rai e da quella dell’Usigrai. In una nota congiunta è stata espressa solidarietà a Ravagnani, richiamando il valore della dignità personale e della tutela della sfera privata.

«La libertà di porre domande, anche scomode, deve accompagnarsi al rispetto della dignità della persona e della sua sfera privata», si legge nel comunicato. Gli organismi hanno inoltre sottolineato che il disagio manifestato da un ospite dovrebbe indurre a maggiore attenzione, evitando che l’insistenza su aspetti intimi diventi uno strumento di spettacolarizzazione.

La conclusione è un richiamo alla responsabilità del servizio pubblico: «La Rai ha il dovere di garantire un confronto libero, rispettoso e mai umiliante».

Federica Frangi difende Diaco: «Il diritto di non rispondere non vieta di fare domande»

Nel confronto è entrata anche Federica Frangi, consigliera di amministrazione della Rai, che ha espresso una valutazione diversa rispetto a quella di Carlucci e degli organismi sindacali. In una nota ha giudicato sproporzionate le polemiche contro Diaco, difendendo la possibilità per un giornalista di affrontare anche argomenti scomodi.

«Un giornalista ha il diritto di porre domande scomode, dirette e provocatorie. L’intervistato ha, naturalmente, il diritto di non rispondere. Ma il diritto di non rispondere non può trasformarsi nel divieto di fare domande», ha osservato.

Secondo Frangi, Ravagnani ha scelto liberamente di raccontare pubblicamente la propria storia personale e spirituale e sarebbe quindi legittimo approfondirne anche gli aspetti più intimi. La consigliera ha distinto la libertà di porre interrogativi dai toni utilizzati durante il confronto: «Si può discutere dei toni, non mettere sotto processo la libertà di interrogare».

Frangi ha poi difeso l’impostazione editoriale di BellaMa’, sottolineando che chi segue il programma conosce lo stile diretto delle interviste di Diaco e richiamando i risultati di ascolto ottenuti nella fascia oraria.

«La Rai deve difendere il pluralismo, non alimentare il conformismo», ha aggiunto, contestando quello che considera un atteggiamento contraddittorio nei confronti dei giornalisti: «La libertà di fare domande deve valere sempre, non soltanto quando fa comodo».

Il caso, dunque, continua ad alimentare un confronto che va oltre il singolo faccia a faccia televisivo. Da una parte la solidarietà a Ravagnani e le critiche per l’insistenza sulle questioni private, dall’altra la difesa della libertà di intervista e del diritto di porre domande provocatorie. Una discussione che ha ormai coinvolto conduttori, autori, organismi sindacali e vertici aziendali.

Di Redazione

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