Fabrizio CoronaFabrizio Corona

L’aggressione sotto casa ricostruita dal legale di Corona

Sei uomini contro uno, a pochi passi dalla sua abitazione. È il racconto riferito da Fabrizio Corona al suo legale dopo l’aggressione che, secondo quanto riportato dal TGR Lombardia, sarebbe avvenuta sabato 10 ottobre 2026. Il fondatore di Falsissimo avrebbe affrontato il gruppo riuscendo a difendersi, ma avrebbe riportato alcune escoriazioni.

A riferire i primi dettagli è stato Ivano Chiesa, storico avvocato dell’ex re dei paparazzi, intervenuto ai microfoni del TGR Lombardia. Il legale ha spiegato di aver parlato direttamente con il suo assistito poco dopo l’episodio, precisando però di non disporre ancora di un quadro completo.

«Mi ha detto che oggi è stato aggredito fuori da casa sua da sei persone», ha raccontato Chiesa. Secondo quanto riferito da Corona, gli uomini avrebbero avuto, a giudicare dall’accento, un’origine calabrese. Si tratta, tuttavia, di una valutazione attribuita al racconto del diretto interessato, non di un’identificazione accertata degli aggressori.

L’avvocato ha aggiunto che Corona gli avrebbe descritto la reazione durante l’aggressione: «Io mi sono difeso, uno contro sei, ho fatto quello che potevo». Al momento, dunque, i dettagli disponibili sono ancora limitati e non consentono di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Le condizioni di Corona e la denuncia annunciata

La prima preoccupazione del legale è stata verificare le condizioni di salute del suo assistito. Stando a quanto riferito da Chiesa, Corona avrebbe riportato alcune escoriazioni, senza lesioni considerate gravi. Non sarebbero quindi emersi, nel racconto fornito dall’avvocato, elementi che facciano pensare a conseguenze fisiche particolarmente preoccupanti.

La vicenda, però, resta da chiarire. Chiesa ha annunciato che il suo assistito si sarebbe recato dai carabinieri per formalizzare la denuncia e consentire l’avvio degli accertamenti.

«Ovviamente farà la denuncia, domani mattina denuncerà il fatto. Poi verranno fatte le indagini e capiremo perché e chi sono questi uomini», ha spiegato il legale.

L’identità dei sei uomini e il possibile movente restano al momento sconosciuti. Non è stato chiarito se gli aggressori conoscessero personalmente Corona, se avessero avuto contatti precedenti con lui o se l’episodio sia legato a vicende già note. Saranno gli eventuali elementi raccolti con la denuncia a consentire agli investigatori di verificare il racconto e ricostruire quanto accaduto.

«Non ha ricevuto minacce recenti»: le parole di Ivano Chiesa

Un altro aspetto sottolineato dall’avvocato riguarda l’assenza, almeno per quanto a sua conoscenza, di segnali che potessero anticipare l’aggressione. Chiesa ha dichiarato che Corona non gli avrebbe riferito di minacce ricevute negli ultimi tempi.

«Non ha ricevuto minacce recenti, non mi ha detto niente di tutto questo, zero», ha affermato. Il legale ha tuttavia riconosciuto che il suo assistito è una figura particolarmente esposta, anche per le attività pubbliche e le polemiche che lo vedono spesso protagonista.

«È molto esposto, anche per il problema del partito, per tutte le cose che fa e quindi io gli ho detto di stare attento», ha aggiunto Chiesa, precisando di non avere altri elementi da fornire al momento.

Le prime indiscrezioni sull’episodio erano state diffuse sui social dal giornalista e autore Gabriele Parpiglia. Resta ora da capire se la denuncia e gli eventuali accertamenti potranno far emergere elementi utili a identificare gli autori e a stabilire le ragioni dell’aggressione.

Il precedente di settembre: il presunto ricatto e le minacce al figlio Carlos

L’aggressione arriva a poco più di un mese da un altro episodio che aveva coinvolto Corona. All’inizio di settembre, infatti, l’ex re dei paparazzi aveva denunciato un presunto tentativo di estorsione a Milano, accompagnato da minacce rivolte anche al figlio Carlos Maria Corona, nato nel 2002 dalla relazione con Nina Morić.

Secondo le ricostruzioni pubblicate sulla vicenda, nella notte tra il 3 e il 4 settembre Corona aveva ricevuto chiamate e messaggi da due giovani che avrebbe riconosciuto come ex amici del figlio. La richiesta sarebbe stata di 500 euro, accompagnata dalla minaccia di fare del male a lui e al ragazzo in caso di mancato pagamento.

In quell’occasione Corona si era rivolto alla Questura di Milano, mostrando agli agenti le conversazioni e indicando il luogo dell’appuntamento. Nella circostanza sono stati fermati due persone di 20 e 24 anni.

Adesso l’attenzione è rivolta alla denuncia annunciata e agli accertamenti che potranno fare luce sull’episodio avvenuto sotto casa di Corona. Restano da chiarire soprattutto l’identità degli aggressori e il movente: due domande alle quali, per ora, nemmeno il suo legale è in grado di dare una risposta.

Di Redazione

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