Valeria e Camila, le gemelle siamesi che non esistono
Valeria e Camila, presentate come due gemelle siamesi venticinquenni della Florida, hanno costruito in poche settimane un seguito di oltre 280.000 follower su Instagram, condividendo una narrazione intima e ipersessualizzata della loro vita quotidiana.
Le immagini mostravano le due donne in bikini, abiti succinti e contesti patinati, con post che raccontavano dettagli sulla loro condizione fisica, sulle relazioni sentimentali e sulla vita di coppia. Ma l’intero progetto è stato smascherato: le due influencer non sono reali, ma generate dall’intelligenza artificiale.
“Troppo perfette per essere vere”: l’analisi degli esperti
I media britannici hanno chiesto all’esperto di intelligenza artificiale Andrew Hulbert di analizzare il profilo. Secondo Hulbert, le immagini presentavano segnali tipici della generazione artificiale:
- proporzioni corporee innaturalmente perfette
- pelle senza imperfezioni
- occhi e tonalità cutanee identiche in modo sospetto
- un aspetto “troppo lucido, quasi da bambola”
Gli utenti avevano già individuato incongruenze tecniche, come testi senza senso su sfondi e dettagli grafici incoerenti, tipici dei modelli generativi.
Un nuovo mercato erotico costruito sull’IA
Il profilo di Valeria e Camila rimandava a piattaforme esterne dove venivano venduti contenuti a pagamento, tramite canali Telegram e sistemi di micro-pagamenti digitali.
Il caso non è isolato. Negli ultimi mesi sono comparsi numerosi account erotici basati su avatar artificiali, spesso raffiguranti disabilità, corpi mutilati o condizioni genetiche, utilizzati per attirare traffico verso piattaforme a pagamento.
Secondo diverse inchieste online, questo segmento rappresenta un nuovo filone dell’economia digitale dell’attenzione, dove la generazione artificiale consente di creare narrazioni estreme senza limiti etici o legali chiari.
Narrazioni false, emozioni vere
Ciò che distingue Valeria e Camila da altri influencer virtuali è l’assenza di trasparenza. Molti avatar dichiarano esplicitamente la propria natura artificiale; in questo caso, invece, il profilo lasciava intendere che le gemelle fossero reali, con una storia clinica, cicatrici e un passato drammatico costruiti ad hoc.
La strategia era chiara: creare empatia, autenticità percepita e coinvolgimento emotivo per monetizzare l’audience.
L’allarme degli psicologi sugli standard di bellezza
Secondo psicologi e ricercatori, la diffusione di influencer generati dall’IA potrebbe avere effetti distorsivi sugli standard di bellezza e sulla percezione del corpo.
L’esposizione costante a immagini iperrealistiche e perfette rischia di alimentare insoddisfazione corporea, problemi relazionali e aspettative irrealistiche, soprattutto tra i più giovani.
Il caso Valeria e Camila come laboratorio del futuro digitale
La rivelazione non ha ridotto l’interesse per il profilo, anzi ha aumentato la curiosità. Il caso dimostra come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo il concetto stesso di influencer, autenticità e manipolazione dell’attenzione.
In un ecosistema in cui il confine tra reale e artificiale è sempre più labile, Valeria e Camila rappresentano un esperimento sociale, commerciale e culturale: non solo un fake virale, ma un modello di business già replicato su larga scala.

