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Morto Alessandro Talotti a 40 anni: da aspirante calciatore a campione nel salto in alto, era diventato papà a ottobre

Talotti

L’atletica italiana è in lutto per la scomparsa di Alessandro Talotti. L’asticella alzata da quel malefico mostro che è il tumore è diventata insuperabile per il quarantenne di Udine che lottava contro un brutto male all’intestino. Pochi mesi fa, il 30 ottobre, aveva vissuto la gioia di diventare papà. Ora il piccolo Elio e Silvia, la compagna, avranno un angelo a vegliarli.

Atletica in lutto, l’azzurro combatteva contro un tumore all’intestino

Un lungo salto verso il cielo dopo aver fatto sognare all’inizio del nuovo secolo con il suo balzo oltre i 2.30, primato personale outdoor, nel salto in alto. Nel 2002 agli Europei di Monaco era rimasto ai piedi del podio, quarto classificato, per un errore in più dello svedese Staffan Strand pur realizzando la stessa misura (2,27).

Indoor era salito fino al 2.32 ed ha visto l’azzurro fino al 2010 partecipando alle Olimpiadi di Atene (2004) e Pechino (2008) senza qualificarsi per la finale.  Nel 2009 è tra i quattro atleti azzurri qualificati per le finali del World Athletics Tour. Per due volte ha vinto il titolo italiano all’aperto prima di ritirarsi nel 2010.

Agli Europei di Monaco sfiorò il bronzo, partecipò a due Olimpiadi

Talotti era cresciuto con la Libertas Udine Malignani, società con la quale era tornato a gareggiare a fine carriera. L’aveva scovato il professore Gasparetto che aveva notato il gigante di 1,92 tra gli aspiranti calciatori del Tre Stelle Campoformido e l’aveva convinto a lasciare il pallone per cercare fortuna in pedana. Intuizione ripagata dai risultati che sono arrivati fin da subito.

Laureato in scienze Motorie e Sportive, aveva ricoperto l’incarico di consigliere nazionale della Fidal e per il Coni era attualmente delegato di Udine dove aveva organizzato con successo il format Udin Jump Development riuscendo a portare numerosi grandi nomi della regina degli sport.

Alessandro Talotti

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