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Non solo Balotelli, l’Aurora Desio denuncia: ‘Bambino di 10 anni chiamato nero di me… da una mamma’

razzismo

A banner against racism is seen during eight-finals Italy Cup soccer match between Milan and Brescia at the San Siro stadium in Milan, Italy,Wednesday, Nov.29, 2005. (AP Photo/Luca Bruno)

Un week end calcistico all’insegna del razzismo e dell’inciviltà quello che si è appena concluso. Si è passati dalla sospensione di Roma-Napoli per i cori di discriminazione territoriale al gesto di Mario Balotelli di calciare il pallone verso la curva dei tifosi scaligeri per silenziare ‘bu’ e offese di parte della tifoseria del Verona. Episodi che non hanno risparmiato neanche i campi di calcio giovanile come denunciato dall’Aurora Desio sul profilo Facebook. Il club brianzola ha riferito che la madre di un ragazzino ha apostrofato con il termine “Ne..o di merda” un ragazzino di dieci anni nel corso della partita Aurora Desio-Sovicese, valida per il campionato pulcini, categoria 2009.

Campionato pulcini, episodio di razzismo in Aurora Desio-Sovicese

“Proprio così. Senza se e senza ma. Senza senso. Senza pudore. Senza cervello. Nel mirino: un bambino di 10 anni. Dieci. Non è un incubo. E’ realtà, tristissima. Andata in scena sabato pomeriggio in Brianza. Attrice protagonista, da “oscar dell’inciviltà”, una mamma. La partita è Aurora Desio-Sovicese, Pulcini 2009. Una semplice partita di calcio giovanile, che dovrebbe essere solo momento di amicizia, condivisione, fair play, come l’Aurora ripete e promuove concretamente da anni, con una serie di iniziative: su tutte, le proprie maglie arancioblu da gioco, 300, con la scritta #SquadraAntiBulli sul petto.

Il ragazzino ha continuato a giocare ed ha riferito l’episodio a fine gara

E invece, la partita, senza motivo, si scalda. Ma il peggio arriva quando un piccolo giocatore dell’Aurora, di colore, si sente insultare con quella frase choc – “ne..o di merda” – proveniente dai genitori ospiti. La voce è femminile ed è sentita da altri compagni e da altri adulti. Il bambino finge indifferenza. Con grande forza d’animo incassa e continua a fare ciò che più ama: correre dietro il pallone, con i suoi amici. A fine partita, insieme a un compagno, riferisce quelle parole al mister e poi ai genitori, tra l’altro molto attivi nel mondo del volontariato, della cooperazione, della difesa dei diritti umani”.

‘Non giocheremo più con la Sovicese se non sarà individuata la responsabile’

I dirigenti dell’Aurora Desio hanno riferito di aver informato dell’accaduto il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, la Figc, le istituzioni locali (tra cui il Comune di Sovico), la società  Sovicese: “Certi che i vertici del club condividano i valori di sportività e condannino ogni forma di razzismo. Ci aspettiamo che venga avviata un’indagine interna per chi si è resa autrice di questo gesto vile e indegno fino a quando non sarà individuata e oggetto di Daspo temporaneo dai campi giovanili, ci rifiuteremo di incontrare la Sovicese in qualsiasi competizione ufficiale, anche a costo di rischiare multe e penalizzazioni”.

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