Perché il doppio podio di Franzoni e Paris è un evento storico per l’Italia?
La storia dello sci olimpico italiano si scrive a Bormio, sotto il cielo di Milano-Cortina 2026. Giovanni Franzoni argento, Dominik Paris bronzo: un doppio podio che entra nella mitologia sportiva nazionale, un evento rarissimo nella storia delle Olimpiadi.
Tra gli uomini, solo tre precedenti di doppio italiano sul podio olimpico: Polig e Martin nella combinata di Albertville 1992, Gros e Gustav Thöni nello slalom di Innsbruck 1976, Gustav e Roland Thöni a Sapporo 1972. In discesa libera maschile, prima di oggi, l’Italia aveva raccolto solo tre medaglie: l’oro di Zeno Colò a Oslo 1952 (metallo pregiato che resta ancora tabù), il bronzo di Herbert Plank nel 1976 e l’argento di Christof Innerhofer a Sochi.
Ora, a Bormio, il capolavoro: argento e bronzo insieme, con lo svizzero Franjo von Allmen d’oro. Marco Odermatt, dominatore delle ultime stagioni, resta clamorosamente fuori dal podio.
Chi è Giovanni Franzoni, l’argento che sorprende il mondo?
Giovanni Franzoni, 24 anni, portacolori delle Fiamme Gialle, è la rivelazione olimpica. «La tensione è salita nelle ultime ore, sentivo le gambe dure. Quando ho visto von Allmen fare una cosa pazzesca, mi sono detto: dai», ha raccontato dopo la gara.
La sua discesa è stata una miscela di talento, coraggio e follia controllata. «Sono partito forte, la pista era fantastica. Nella Carcentina non sono stato perfetto, lì ho perso due decimi», ha ammesso. Ventidue centesimi che gli hanno tolto l’oro, ma non la gloria.
«Essere sul podio con Dominik Paris è assurdo. A dicembre partivo tra gli ultimi, oggi sono qui. Ai Mondiali junior ero primo e lui secondo, oggi me l’ha restituita». Una parabola sportiva da film.
Franzoni: sogni, famiglia e paragoni con Sinner
«Da bambino sognavo l’Olimpiade, tre anni fa sognavo solo un buon pettorale. Ora sono qui con una medaglia», ha raccontato Franzoni. In tribuna, famiglia e amici, e una dedica speciale: «Sempre a Matteo».
E il paragone con Sinner? «Jannik è fortissimo, confrontarmi con lui è un onore. Io ho ancora tanta strada da fare».
Il gemello Alessandro ha svelato un messaggio all’alba: «Hai due minuti per passare alla storia, ce l’hai nelle gambe». Profetico.
Dominik Paris, il bronzo della carriera sulla “sua” pista
Dominik Paris, veterano dello sci azzurro e miglior discesista italiano di tutti i tempi (24 vittorie in Coppa del Mondo), conquista il bronzo nella pista che lo ha reso leggenda. «È perfetto, ho provato tante volte a prendere questa medaglia. Forse non ero al top come in passato, ma è incredibile prenderla qui», ha detto emozionato.
Bormio è casa sua, la Stelvio è il suo regno. «Avevo addosso una fiducia totale, forse a San Pietro e nel tratto finale non sono stato perfetto, ma va benissimo così».
E su Franzoni: «È stupendo essere in due sul podio. Giovanni ha dimostrato di saper reggere la pressione: è un campione».
L'abbraccio tra Franzoni e Paris ❤️ pic.twitter.com/UeGFCfKRZY
— Tintintin (@t1nt1nt1) February 7, 2026
Cosa significa questo risultato per lo sci italiano?
Deborah Compagnoni, leggenda dello sci e tedofora a Milano, ha celebrato l’impresa: «Von Allmen è un fenomeno, ma Franzoni e Paris sono stati grandiosi. Paris qui è il re, e finalmente ha la sua medaglia olimpica».
Un doppio podio che arriva alla prima gara olimpica maschile, come un segnale chiaro: l’Italia non è solo folklore alpino, ma potenza tecnica e mentale.
Una discesa olimpica “strana” che ha premiato i migliori
La gara è stata definita “olimpica” nel senso più puro: condizioni variabili, neve che cambia, sorprese e colpi di scena. Von Allmen oro, Odermatt fuori dal podio, Casse e Schieder penalizzati dal cambio di temperatura.
Ma alla fine, come spesso accade nello sport, ha vinto il talento unito al sangue freddo.

