Giovanni Franzoni trionfa sulla Streif e scoppia in lacrimeGiovanni Franzoni trionfa sulla Streif e scoppia in lacrime

Giovanni Franzoni dedica l’impresa nel tempio della discesa a Matteo Franzoso

“È stata una giornata davvero speciale perché già alla partenza avevo in testa Matteo.” Così Giovanni Franzoni, 24 anni, racconta l’emozione della sua impresa sulla Streif di Kitzbuehel, la discesa più spettacolare e temuta del circuito mondiale. La dedica è per il suo amico e compagno di squadra Matteo Franzoso, tragicamente scomparso in Cile lo scorso anno, che ha accompagnato Franzoni nella sua corsa verso la vittoria.

Il bresciano, gentile e riservato fuori dalla pista, ma determinato e audace in gara, ha firmato una prestazione da leggenda, conquistando la discesa più prestigiosa del mondo e aggiungendo il suo nome all’albo d’oro degli italiani a Kitzbuehel: Kristian Ghedina, Dominik Paris, Peter Fill e ora Franzoni. Una settimana prima aveva già vinto il SuperG di Wengen, mentre nella discesa aveva ottenuto il terzo posto, dimostrando continuità e maturità tecnica.


Come Franzoni ha dominato la Streif?

Giovanni Franzoni è riuscito a imporsi grazie al miglior tempo in entrambe le prove cronometrate, diventando l’uomo da battere sulla pista austriaca. Nonostante la pressione di leggende come Franz Klammer e VIP come Arnold Schwarzenegger presenti sulle tribune, Franzoni ha mantenuto concentrazione e calma, affrontando curve e salti con precisione millimetrica.

L’elvetico Marco Odermatt, con 52 vittorie in Coppa del Mondo, ha terminato secondo a soli 7 centesimi, mostrando frustrazione ma anche ammirazione per il giovane talento italiano. Maxence Muzaton, partito col pettorale n.29, ha completato il podio, superando l’altro azzurro Florian Schieder.


Che significato ha questa vittoria per Franzoni

Il successo sulla Streif ha un valore emozionale enorme. In conferenza stampa, Franzoni ha scherzato sul premio di 101mila euro: “Se non li spendo per i miei migliori amici, mi ci compro casa”. Ma al di là del premio, il gesto e le parole dedicate a Matteo Franzoso raccontano un legame profondo, trasformando la vittoria in un momento di memoria e gratitudine.

Sul podio, tra l’inno di Mameli e il tricolore che sventola, Franzoni ha tolto il cerotto dal naso, simbolo della sua determinazione e della cura dei dettagli tecnici che lo hanno portato a trionfare.


Qual è il peso storico della vittoria italiana a Kitzbuehel

Con questo successo, Franzoni entra nell’élite dello sci azzurro: è il quarto italiano a vincere la Streif, dopo Kristian Ghedina (1998), Dominik Paris (2013, 2017, 2019) e Peter Fill (2016). Dominik Paris ha chiuso settimo in questa edizione, mentre Mattia Casse è arrivato undicesimo, mostrando la forza del movimento azzurro.

Franzoni ora guarda ai Giochi Olimpici con serenità: “Voglio goderli senza ansie e troppe aspettative. So che ci sono e se poi verrà il risultato tanto meglio”, ha dichiarato, confermando la sua maturità e l’approccio equilibrato alle sfide più grandi.


In attesa di uno squillo di Vinatzer

Domani si chiuderà il programma con lo slalom speciale, dove l’azzurro Alex Vinatzer cercherà il riscatto dopo il secondo posto dello scorso anno. La vittoria di Franzoni rappresenta un segnale chiaro: lo sci italiano è pronto a scrivere nuove pagine di storia, con giovani talenti capaci di emozionare e sorprendere sulla scena internazionale.

Di Renato Valdescala

Esperienza nello sport e nella cronaca locale con quotidiani salernitani dal 1990. Con il tempo si è dedicato alla cronaca estera analizzando i fatti di maggiore rilievo con spirito critico e irriverente. Si occupa anche di approfondimenti di cronaca nazionale.

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