Chiara Garofalo e Antonio GraziadioChiara Garofalo e Antonio Graziadio

La tragedia sulla SS106 all’alba: due giovani perdono la vita

Una nuova tragedia si è consumata sulla Statale 106 Jonica, la strada tristemente nota come “strada della morte”. Erano circa le 4 del mattino quando una Fiat Panda con a bordo quattro giovanissimi si è schiantata contro un’Alfa Romeo Mito nei pressi dell’intersezione con la SS534, nelle campagne tra Sibari e Rossano, provincia di Cosenza.

L’impatto è stato violentissimo. Per Chiara Garofalo, appena ventenne, e Antonio Graziadio, coetaneo e originario come lei di Cassano allo Ionio, non c’è stato nulla da fare. I sanitari delle ambulanze arrivate da Trebisacce, Corigliano-Rossano e Cassano hanno tentato di rianimarli a lungo, ma il loro cuore si è fermato sul luogo del disastro.

Antonio Graziadio e Chiara Garofalo
Antonio Graziadio e Chiara Garofalo

Due ragazzi in fin di vita e quattro feriti: il bilancio di una notte maledetta

Altri due ragazzi che viaggiavano sulla Panda, un 16enne e un 18enne, sono stati elitrasportati e condotti d’urgenza all’ospedale di Cosenza. Le loro condizioni sono critiche e la prognosi resta riservata.

I due uomini a bordo dell’Alfa Romeo Mito, diretti verso la statale 534, sono rimasti feriti in modo più lieve: trasportati a Corigliano-Rossano, non sono in pericolo di vita.

La carreggiata è stata chiusa per ore: i vigili del fuoco del distaccamento di Castrovillari hanno lavorato a lungo per liberare le lamiere e consentire ai carabinieri i rilievi necessari.

La prima ricostruzione: uno scontro frontale impossibile da evitare

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio, la Mito stava svoltando verso la SS534 provenendo da Corigliano-Rossano. La Panda, con i quattro giovani a bordo, arrivava invece da Sibari in direzione Corigliano.

La collisione sarebbe stata frontale, probabilmente in un punto buio e delicato della statale, dove l’incrocio crea un’insidiosa zona di rischio. La Procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e accertamenti sulla dinamica.

Nelle prossime ore il magistrato deciderà se disporre l’autopsia sulle due vittime, già trasferite all’obitorio di Cassano.

Le auto dopo il tragico impatto
Le auto dopo il tragico impatto

Chi erano Chiara e Antonio: due vite spezzate troppo presto

Il dolore che attraversa Cassano allo Ionio è immenso. Tutti conoscevano Chiara e Antonio, due ragazzi cresciuti nella stessa comunità, con sogni semplici e futuri ancora da costruire.

Chiara Garofalo, solare e sempre pronta ad aiutare, lavorava nel panificio di famiglia, dove quotidianamente affiancava i genitori. Aveva compiuto 20 anni appena due giorni prima dell’incidente. Una festa trasformata in tragedia.

Antonio Graziadio, descritto dagli amici come un ragazzo buono e serio, lavorava come elettricista. Anche lui sognava un futuro fatto di lavoro e indipendenza, in una terra dove i giovani combattono ogni giorno per restare.

Le famiglie, sconvolte, si sono strette in un silenzio attonito. In paese, stamattina, i negozi hanno abbassato le serrande per qualche minuto in segno di lutto spontaneo.

Una ferita per tutta la comunità: indagini in corso

La morte di due ventenni in un solo colpo riporta con forza l’attenzione sulle condizioni della SS106, già al centro di polemiche e battaglie civiche per la sicurezza.

Intanto carabinieri, vigili del fuoco e Procura proseguono le verifiche. Saranno le prossime ore a chiarire un quadro ancora incompleto: velocità, visibilità, manovre e stato dei veicoli.

Quel che è certo è che, ancora una volta, una notte qualunque si è trasformata in una tragedia senza ritorno.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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