Il rogo di Capodanno e le accuse ai proprietari, temperatura di oltre 500 gradi
Il tragico incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, nella notte di Capodanno, ha causato la morte di 40 giovani e il ferimento di oltre 120 persone. Al centro dell’inchiesta figurano i proprietari, Jacques e Jessica Moretti, accusati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Le autorità svizzere stanno esaminando ogni dettaglio relativo alle misure di sicurezza antincendio, incluse le uscite di emergenza e la scala che dal seminterrato conduceva al livello strada, dove si tenevano i festeggiamenti.
Ed emergono nuovi particolari sulla tragedia: quando le fiamme si sono diffuse a soffitti e arredi, nel pub si è arrivati a una temperatura di oltre 500 gradi. Le indagini si concentrano anche sui materiali utilizzati per gli arredi e sulle modifiche effettuate dai proprietari dopo aver preso in gestione il locale.
Il Comune di Crans-Montana ha consegnato alla Procura generale del Cantone Vallese tutta la documentazione relativa ai controlli effettuati. La procuratrice generale, Béatrice Pilloud, ha sottolineato che l’istruttoria è stata aperta per sospetti ancora da chiarire, ribadendo che “la presunzione di innocenza si applica fino alla pronuncia della condanna definitiva”.
Poco dopo la diffusione delle accuse, un’auto della polizia cantonale ha iniziato a presidiare l’appartamento dei coniugi per tenere lontani i cronisti, sollecitata anche dai vicini di casa infastiditi dall’attenzione mediatica.
Testimonianze dei soccorritori e criticità nelle vie di fuga
Le testimonianze raccolte tra chi ha partecipato ai soccorsi gettano luce sulle possibili falle nella gestione delle emergenze. Gianni Campolo, 19enne di Ginevra, racconta all’ANSA:
“Durante i soccorsi mio padre ha cercato un’uscita di sicurezza per evacuare le persone chiuse nel locale, ma ha trovato solo una porta vetrata. Dentro c’erano una decina di persone intrappolate; non potevano uscire. Abbiamo dovuto sfondarla, salvando più di dieci persone.”
Campolo ha aggiunto che altre vie di fuga erano inesistenti o bloccate, suggerendo che, se fossero state accessibili, il bilancio delle vittime avrebbe potuto essere inferiore.
La difesa dei Moretti
Nonostante le accuse, Jacques Moretti ha rotto il silenzio assicurando che tutte le norme di sicurezza erano state rispettate. In un’intervista al quotidiano svizzero in lingua tedesca 20 Minuten, il proprietario ha dichiarato:
“Non riusciamo più a mangiare né a dormire. Collaboriamo pienamente con le autorità. Il locale è stato ispezionato tre volte negli ultimi dieci anni e tutto è stato fatto secondo le norme.”
La moglie Jessica, rimasta ferita durante il rogo, condivide lo stesso stato di shock del marito.
Passato giudiziario e indiscrezioni
A gettare ulteriori ombre sulla vicenda, il quotidiano francese Le Parisien ha riportato alcuni episodi del passato giudiziario di Jacques Moretti. Circa vent’anni fa, l’uomo sarebbe stato arrestato in Savoia per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione. Tuttavia, fonti di polizia citate dal giornale confermano che Moretti si sarebbe ormai distaccato da qualsiasi forma di criminalità organizzata.
Stato dell’indagine
Il dossier sulla tragedia è in fase di analisi da parte della Procura generale del Cantone Vallese, che continua a esplorare tutte le piste possibili. La priorità rimane stabilire eventuali responsabilità legate alla sicurezza del locale e comprendere se le norme fossero state rispettate alla lettera. La vicenda resta quindi sotto stretto monitoraggio, con implicazioni che potrebbero avere ripercussioni giudiziarie importanti per i proprietari.

