La confessione davanti al Gip: Claudio Carlomagno ammette le proprie responsabilità
Ha deciso di parlare Claudio Agostino Carlomagno, 44 anni, accusato delfemminicidio della moglie Federica Torzullo, ingegnere gestionale di 41 anni. Durante l’udienza di convalida del fermo, davanti al Giudice per le indagini preliminari, l’uomo ha fornito una confessione piena, ammettendo le proprie responsabilità nell’omicidio. “Ha riferito di averla uccisa per l’affidamento esclusivo del figlio. Era provato e pentito” – ha spiegato il Procuratore che ha aggiunto che l’arma utilizzata è un coltello che ancora non è stato rinvenuto.
L’uomo, che rischia l’ergastolo, ha affermato di aver scavato la buca la stessa mattina dell’omicidio. La Procura di Civitavecchia gli contesta non solo il reato di femminicidio, ma anche quello di occultamento di cadavere. La confessione arriva dopo giorni di silenzio e solo in seguito al ritrovamento del corpo, avvenuto domenica scorsa in un terreno riconducibile all’azienda dell’uomo, ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma.
L’interrogatorio in carcere e la svolta nelle indagini
La svolta è maturata nel carcere di Civitavecchia, dove Carlomagno, davanti al procuratore capo Alberto Liguori, ha iniziato a ricostruire quanto accaduto. L’interrogatorio, iniziato alle 12, è durato diverse ore ed è stato definito dagli inquirenti determinante per chiarire i nodi rimasti irrisolti.
Si tratta di una confessione tardiva, a lungo sollecitata dagli investigatori e arrivata solo dopo che il ritrovamento del corpo ha reso impossibile ogni ulteriore negazione. Le dichiarazioni dell’uomo stanno aprendo scenari finora oscuri sulla dinamica e sulla brutalità dell’omicidio.
La violenza estrema: 23 coltellate e ferite mortali
L’autopsia ha restituito un quadro di violenza estrema e sistematica. Federica Torzullo è stata colpita con 23 coltellate, di cui 19 inferte in zone vitali. Le ferite, concentrate su collo e volto, hanno reciso i vasi arteriosi causando la morte.
Sulle mani della donna sono stati rilevati quattro tagli profondi, compatibili con una lama a doppio filo, segno di un disperato tentativo di difesa. La dinamica delle ferite è compatibile con l’azione di una mano mancina, come quella di Carlomagno.
Tentativi di smembramento e occultamento del corpo
Ma il quadro si aggrava ulteriormente. Il referto medico-legale evidenzia lesioni devastanti all’addome, al bacino e agli arti inferiori, non riconducibili all’uso del coltello. Secondo gli investigatori, sarebbero state provocate dal cucchiaio di una scavatrice, utilizzata per scavare la fossa dove il corpo è stato tentato di occultare.
Federica era stata spogliata.
Sono stati riscontrati:
- traumi da schiacciamento compatibili con un seppellimento violento;
- una gamba amputata, indicativa di un tentativo di smembramento;
- ustioni al volto, al collo, alle braccia e al torace, segno di un tentativo di bruciare il corpo.
Azioni diverse, ma un unico obiettivo: eliminare ogni traccia del delitto.
Le domande ancora aperte
Nonostante la confessione, restano interrogativi cruciali. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire:
- se l’omicidio sia stato l’esito di una lite improvvisa o il culmine di una tensione prolungata;
- quale sia stato il movente;
- dove siano finite l’arma del delitto e il cellulare della vittima, mai ritrovati.
Elementi che potrebbero incidere in modo decisivo sulla qualificazione giuridica dei fatti e sulle prossime mosse dell’accusa.
Un femminicidio che scuote Anguillara Sabazia
Il delitto, consumato tra l’8 e il 9 gennaio nella villetta di famiglia ad Anguillara Sabazia, ha profondamente colpito la comunità locale. Per la Procura di Civitavecchia si tratta di un caso emblematico, tanto da contestare formalmente il reato di femminicidio, nella sua applicazione più grave.

