Pepe, 13 anni, ucciso con un gesto improvviso
Un volo di quattro metri, poi il silenzio. È morto così Pepe, un meticcio di 13 anni, cardiopatico e ormai senza denti, lanciato nel vuoto da un vicino di casa all’interno di un condominio di Udine, nella serata di domenica 18 gennaio.
A raccontare il dramma, con la voce rotta dalle lacrime, è Davide Mostarda, intervenuto a La Vita in diretta del 21 gennaio:
“Pepe è stato una parte fondamentale della mia vita. Mi manca sentire le sue zampe. Per mia madre era un figlio, per me un fratello”.
La ricostruzione: “Temeva potesse aggredire il figlio”
Secondo la ricostruzione, il cagnolino era stato portato fuori senza guinzaglio. Alla vista del bambino del vicino, si sarebbe avvicinato in modo curioso, senza alcuna aggressività.
“Non aveva mai morso nessuno – spiega Davide – veniva sollevato da chiunque. Non aveva neanche i denti. Non poteva fare male a nessuno”.
Il padre del bambino, convinto che Pepe rappresentasse un pericolo, avrebbe reagito in modo improvviso e violento: lo ha afferrato e lo ha scagliato nel vuoto, verso l’area dei garage del piano interrato.
Il tentativo disperato di salvarlo
“Mi ha chiamato mia madre – racconta Davide – dicendo che non lo trovava più. Con le ultime forze, Pepe si era nascosto in una rimessa”.
Il cagnolino è stato recuperato e portato immediatamente dal veterinario. Nonostante le cure, è morto poche ore dopo. Le condizioni pregresse di salute, in particolare la cardiopatia, hanno reso impossibile salvarlo.
La madre Rosalia sotto shock: “Un dolore devastante”
A lanciare l’allarme è stata Rosalia, la madre di Davide, proprietaria del cane. La donna è apparsa devastata:
“Da domenica a oggi questa persona non si è mai avvicinata, non ha mai chiesto scusa”.
Un dolore che non trova spiegazioni, aggravato dall’assenza di qualsiasi gesto di pentimento da parte dell’uomo accusato del gesto.
La denuncia e le conseguenze penali
La proprietaria di Pepe ha sporto denuncia alla Questura di Udine. L’uomo rischia ora una condanna da 1 a 4 anni di reclusione per uccisione di animali, come previsto dal codice penale.
L’episodio è stato denunciato pubblicamente anche dall’animalista Enrico Rizzi, che ha raccontato la vicenda sui social dopo essere stato contattato direttamente dalla famiglia.
La mobilitazione e la manifestazione
Rizzi ha annunciato una manifestazione di solidarietà e sensibilizzazione che si terrà venerdì 23 gennaio, proprio nel luogo in cui si è consumato l’episodio.
Un’iniziativa che mira non solo a ricordare Pepe, ma anche a ribadire un principio: la paura non giustifica la violenza, tanto meno contro un animale indifeso.
“Ora aspetto giustizia”
“Pepe non rappresentava alcun pericolo – conclude Davide – era anziano, malato, buono. Ora aspetto giustizia”.
La sua storia, rimbalzata sui social e in televisione, ha colpito profondamente l’opinione pubblica, diventando simbolo di una violenza gratuita che lascia ferite profonde, non solo in chi ama gli animali, ma in un’intera comunità.

