Nuzzi contattato nel corso di Dentro la notizia
Succede tutto in diretta, alle 17.53 di mercoledì 28 gennaio, mentre la trasmissione Dentro la Notizia sta per entrare proprio nel blocco dedicato alle truffe. Gianluigi Nuzzi guarda il telefono, legge un messaggio e capisce subito che qualcosa non torna. È una richiesta di denaro. Urgente. Apparentemente firmata da un’amica.
Il messaggio sospetto arrivato mentre era in onda
“Ciao Gianluigi, potresti prestarmi 845 euro? Devo pagare urgentemente il dentista e al momento non ho soldi sulla carta. Te li restituisco stasera”. Il testo è quello classico, ormai noto alle forze dell’ordine: la cosiddetta truffa del finto dentista, una variante sempre più diffusa che sfrutta nomi, numeri clonati e urgenze emotive.
Nuzzi non cade nella trappola e decide di mostrare lo screenshot in diretta. “La tentata truffa in diretta al giornalista che sta conducendo un programma che deve parlare di truffe la trovo strepitosa”, commenta. “Solo in Italia può succedere”.
Come funziona la truffa del finto dentista
Il meccanismo è semplice e perverso. Il truffatore si spaccia per una persona conosciuta, spesso utilizzando numeri clonati o profili compromessi. Chiede una cifra non eccessiva, ma abbastanza alta da creare pressione, giustificandola con un’urgenza sanitaria. Il tempo è la chiave: “te li restituisco stasera”.
Un secondo tentativo: il finto carabiniere
Non è stato l’unico episodio della giornata. Nuzzi racconta di aver ricevuto poche ore prima un altro messaggio sospetto, questa volta da un numero che sembrava appartenere a un ufficiale dei carabinieri che conosce per lavoro. Il testo invitava a votare la figlia, “che fa i balletti”, con tanto di link.
Il giornalista ammette di aver cliccato: “Pollo, in questo caso”. La pagina aperta era anomala. Ha chiuso subito. Poco dopo il vero carabiniere lo ha avvisato: anche il suo account era stato usato per una tentata truffa.
Quando la cronaca diventa dimostrazione pratica
Il paradosso è evidente: mentre si raccontano le truffe, le truffe colpiscono davvero. E colpiscono chi ha gli strumenti per riconoscerle. Un segnale chiaro di quanto il fenomeno sia ormai pervasivo, rapido, aggressivo.
La vicenda di Gianluigi Nuzzi non è solo una curiosità televisiva. È una fotografia in tempo reale di un sistema criminale che sfrutta fiducia, urgenza e tecnologia. E che non risparmia nessuno.

