Omicidio a Sarno: la notte di sangue nella bottega aperta 24 ore
Sarno si è svegliata sotto shock dopo l’omicidio di Gaetano Russo, panettiere e salumiere di 57 anni, ucciso a coltellate all’interno del suo negozio, una bottega storica aperta giorno e notte in piazza Sabotino.
Secondo le prime ricostruzioni investigative, l’uomo avrebbe citofonato all’abitazione adiacente al locale per chiedere un panino. Russo, come faceva sempre, gli avrebbe aperto. Quello che doveva essere un gesto di ordinaria disponibilità si è trasformato in una tragedia irreversibile.
La lite con la figlia e il gesto estremo del panettiere
All’interno del negozio sarebbe nata una discussione tra l’uomo – descritto come tossicodipendente e in evidente stato di alterazione – e la figlia del commerciante.
Gaetano Russo sarebbe intervenuto per difenderla e cercare di allontanare l’uomo. A quel punto il 33enne Andrea Sirica ha scavalcato il bancone della salumeria, afferrato un grosso coltello e ha colpito il panettiere con una furia improvvisa.
Almeno dieci fendenti, molti dei quali all’addome. Una violenza brutale, consumata in pochi minuti, che non ha lasciato scampo alla vittima. Quando i soccorsi sono arrivati, Russo aveva già perso una quantità enorme di sangue.
L’arresto e l’intervento del carabiniere fuori servizio
Dopo l’aggressione, il presunto omicida si è barricato all’interno del negozio. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Sarno, supportati da un carabiniere fuori servizio residente nelle immediate vicinanze, allertato dalle urla e dal trambusto.
Il 33enne è stato arrestato senza opporre resistenza. È noto alle forze dell’ordine e si trovava in stato confusionale al momento del fermo. Ora si trova in carcere, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Movente ancora da chiarire: lite o tentativo di rapina
Gli investigatori stanno lavorando per chiarire il movente. Le ipotesi al vaglio restano due: una violenza esplosa al culmine di una lite e un possibile tentativo di rapina degenerato in omicidio.
La dinamica dei fatti, però, suggerisce una degenerazione improvvisa di un rapporto che, almeno all’apparenza, era ordinario: il 33enne era un cliente abituale della bottega, uno dei tanti volti noti del quartiere.
Chi era Gaetano Russo, il panettiere simbolo della città
Gaetano Russo era molto più di un commerciante. Era una figura simbolica della Sarno popolare. Nato come panettiere, aveva trasformato la sua bottega in un punto di riferimento anche come salumeria, diventando un presidio sociale per il quartiere.
Il negozio era aperto 24 ore su 24. Russo viveva nello stesso edificio e aveva installato un citofono con telecamera per rispondere a chiunque si presentasse davanti alla porta, anche di notte. “Che cosa vi porto?”, chiedeva con naturalezza.
Era descritto come instancabile, disponibile, generoso. Da poco era diventato nonno e continuava a lavorare senza fermarsi, convinto che il suo negozio fosse una missione più che un’attività commerciale.
Il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, lo ha ricordato come “un esempio per la città”, mentre il Comune ha deciso di annullare gli eventi pubblici in segno di lutto.
Una tragedia che racconta l’Italia delle botteghe
La morte di Gaetano Russo è anche una fotografia dell’Italia profonda: la bottega sempre aperta, il rapporto diretto con i clienti, la linea sottile tra solidarietà e pericolo.
Difendere la figlia, rispondere a una richiesta banale, aprire una porta: gesti quotidiani che in una notte si sono trasformati in una tragedia nazionale. Sarno piange un uomo che incarnava il lavoro, la disponibilità e la dimensione umana delle città di provincia.

