Federica Brignone riceve i complimenti del presidente MattarellaFederica Brignone riceve i complimenti del presidente Mattarella

Federica Brignone oro olimpico: il ritorno impossibile diventato leggenda

Federica Brignone lo dice quasi sottovoce, ai microfoni di Rai Sport, come se avesse paura di rompere l’incantesimo: “Già essere qui era qualcosa di speciale, questo oro è qualcosa di incredibile e impossibile”. Dopo un infortunio che aveva fatto tremare anche i più ottimisti, la sciatrice italiana conquista l’oro olimpico nel Super G di Milano Cortina, scrivendo una delle pagine più emozionanti dello sport italiano recente.

Non c’è trionfalismo, solo incredulità. “Ho bisogno ancora di tempo per rendermi conto di tutto questo”, confessa. Poi ringrazia se stessa, con una lucidità quasi spiazzante: “Dico un grazie a me, perché ci ho sempre più o meno creduto”. Una frase che suona come un manifesto di resilienza.


La reazione della mamma: “È troppo brava, sto male dall’emozione”

La scena più potente arriva però dalle parole della madre, Maria Rosa “Ninna” Quario, ex sciatrice e giornalista sportiva, travolta dall’emozione. “Dico solo che è fantastica. Io credevo che sarebbe tornata, ma vincere l’oro olimpico in Super G… è troppo brava, sto male”.

È la voce di una madre che ha vissuto ogni giorno di riabilitazione, ogni dubbio, ogni paura. “Adesso l’oro olimpico non manca più”, aggiunge, ringraziando chi è stato vicino alla famiglia nei mesi più duri. In quelle parole c’è tutto: orgoglio, sollievo, e la consapevolezza che questo successo non è solo sportivo, ma umano.


Il fratello-allenatore: il comeback che nessuno aveva previsto

Dietro l’oro c’è anche il fratello Davide, allenatore e figura centrale nel percorso di Brignone. È lui che l’ha guidata nella ricostruzione fisica e mentale dopo l’incidente. Il suo stupore è condiviso da tutto l’ambiente: il rientro alle Olimpiadi sembrava già un successo, figuriamoci la medaglia più preziosa.

Brignone stessa ammette di essersi sentita outsider: “Ho detto o la va o la spacca, ma non pensavo di poter vincere l’oro”. Una strategia da high-risk, high-reward, che in questo caso ha riscritto la storia.


Il chirurgo: “Con una persona normale sarebbe ancora in riabilitazione”

A certificare la dimensione quasi miracolosa del ritorno è Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica FISI e chirurgo che ha operato Brignone dopo la rovinosa caduta. “Vista la frattura non era immaginabile una vittoria così”, spiega.

Frattura scomposta del piatto tibiale, perone e legamento crociato anteriore: un bollettino da fine carriera, non da oro olimpico. “La campionessa fa sempre la differenza. Se fosse una persona normale oggi sarebbe ancora in riabilitazione”. Un’affermazione brutale, quasi chirurgica, che rende ancora più chiaro il livello dell’impresa.


Dal trauma al trionfo: la narrativa di un comeback totale

L’infortunio del 3 aprile, ai Campionati italiani, aveva aperto scenari cupi. Due operazioni, mesi di fisioterapia, dubbi sulla possibilità stessa di tornare sugli sci. Alle Olimpiadi arrivava con pochissime gare alle spalle e allenamenti ridotti all’osso.

Eppure, sulla pista Olympia delle Tofane, Brignone ha ribaltato ogni pronostico. Un oro che arriva alla quinta Olimpiade, dopo un argento e un bronzo, completando una carriera già impreziosita da due Coppe del Mondo generali e numerosi titoli.


Reazioni istituzionali e globali: da Mattarella a Lindsey Vonn

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha salutato la campionessa dopo la gara, sottolineando il valore simbolico del trionfo. Sulla neve di Cortina, il Capo dello Stato, che indossa il giaccone bianco dell’Italia, ha stretto la mano alla sciatrice azzurra.

“Complimenti, ci contavo”, ha detto alla sciatrice che gli ha risposto col sorriso “io non così tanto”. Con Mattarella c’erano anche il ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio e il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò. 

Sui social, Lindsey Vonn ha scritto: “What a comeback!”. Un commento breve, ma pesantissimo, proveniente da una leggenda dello sci che conosce il prezzo degli infortuni e dei ritorni impossibili.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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