Cosa è successo a Policiano? La ricostruzione della notte del 13 febbraio
Un furto in villa, la fuga tra vigne e terrazzamenti, due colpi esplosi in aria per spaventare i malviventi. Poi il silenzio delle colline sopra la regionale 71 e un corpo senza vita trovato a un centinaio di metri dalle case. È la sequenza che ha sconvolto Policiano, frazione di Arezzo, nella serata di venerdì 13 febbraio.
La vittima si chiamava Cristea Arben, 46 anni, cittadino albanese residente nel Lazio, già noto alle forze dell’ordine. È deceduto nella notte tra il 13 e il 14 febbraio mentre cercava di fuggire dopo un tentativo di furto in una villa nella località Gorello.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il raid sarebbe iniziato già nel pomeriggio con un primo colpo in un’abitazione della zona. Poi, intorno alle 20:39, l’allarme è scattato in una seconda villa, in quel momento vuota perché i proprietari erano fuori a cena.
Come è morto il ladro ad Arezzo? La ferita alla femorale e lo choc emorragico
Il dettaglio decisivo è tecnico, quasi chirurgico: rottura della vena femorale, choc emorragico, dissanguamento. L’autopsia eseguita all’ospedale San Donato di Arezzo ha chiarito la causa del decesso.
Durante la fuga, il 46enne avrebbe scavalcato un terrazzamento rimanendo infilzato con una gamba su un paletto metallico di una barriera anti-cinghiali posta lungo un piccolo rio. Una recinzione appuntita, installata per proteggere i terreni dagli animali selvatici. L’impatto avrebbe lacerato la femorale. L’uomo si sarebbe trascinato per alcune decine di metri prima di crollare in un orto, tra le vigne.
L’agonia, secondo gli inquirenti, sarebbe stata rapidissima. I complici, almeno due, sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
Spari in aria e legittima difesa: cosa rischia il proprietario?
A intervenire, dopo l’allarme, è stato il cognato dei proprietari: un avvocato di 70 anni che vive nello stesso immobile in un appartamento separato. Sentito l’allarme, è rientrato in casa, ha preso una pistola regolarmente detenuta e ha esploso due colpi in aria a scopo intimidatorio.
Nessun colpo sarebbe stato indirizzato verso i fuggitivi. E soprattutto, dagli accertamenti finora svolti, non emergerebbero responsabilità a suo carico. L’accaduto è stato qualificato come un incidente.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Arezzo. Sul posto si è recata nella notte la procuratrice capo Gianfederica Dito, mentre il fascicolo è seguito dal sostituto procuratore Angela Masiello. Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione tempi, traiettorie e dinamica della fuga.
Chi era Cristea Arben e perché Policiano era nel mirino?
Cristea Arben, 46 anni, risultava residente nel Lazio ed era già noto alle forze dell’ordine. Aveva con sé i documenti al momento del ritrovamento del corpo. Gli inquirenti ritengono che facesse parte di una piccola banda che aveva preso di mira le ville della zona sopra la regionale 71 in direzione Valdichiana.
Policiano, come molti borghi dell’Aretino, è da tempo sotto pressione per una serie di furti in abitazione. Gli abitanti hanno creato comitati e organizzato forme di controllo di vicinato. Un clima di allerta permanente che trasforma ogni allarme in un detonatore emotivo.
Le reazioni politiche: Salvini e il tema della difesa
Il caso ha subito superato i confini della cronaca locale. “Spiace, ma la difesa è sempre legittima”, ha scritto su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, riaccendendo il dibattito nazionale sulla legittima difesa.
Parole che dividono. Da un lato chi sottolinea che nessun colpo ha raggiunto il ladro e che la morte è stata causata da una dinamica accidentale. Dall’altro chi legge l’episodio come l’ennesimo segnale di territori lasciati soli di fronte alle incursioni notturne.
Resta un dato: un uomo è morto dissanguato in un vigneto, a pochi metri dalla villa che aveva tentato di svaligiare. Una fuga nel buio finita contro una barriera di ferro. La cronaca, ancora una volta, corre più veloce delle sentenze. E lascia dietro di sé una scia di domande che la Procura dovrà sciogliere, una per una.

