Da sinistra la commozione dei genitori di Matteo Trullo e il momento della premiazione del vincitore di The Voice KidsDa sinistra la commozione dei genitori di Matteo Trullo e il momento della premiazione del vincitore di The Voice Kids

Chi è Matteo Trullu, vincitore di The Voice Kids 2026?

Ha tredici anni, viene da Decimomannu, provincia di Cagliari, e ha appena scritto una piccola pagina di televisione musicale. Matteo Trullu è il vincitore della finalissima di The Voice Kids Italia, andata in onda il 14 febbraio 2026 su Rai 1.

Un trionfo arrivato al termine di una serata ad alta tensione emotiva, condotta con l’ormai rodata eleganza di Antonella Clerici, che ha visto scontrarsi i talenti più promettenti della quarta edizione.

Matteo, nel Team Nek (che ha vinto anche l’edizione senior), ha convinto pubblico in studio e super giuria con una performance che ha messo insieme tecnica, carisma e maturità musicale sorprendente per l’età.


Perché “Maniac” ha fatto la differenza in finale?

Per l’atto conclusivo Matteo ha scelto un brano tecnicamente insidioso: Maniac, hit del 1983 di Michael Sembello, resa immortale dalla colonna sonora di Flashdance.

Non una scelta rassicurante, ma un azzardo calcolato. Il tredicenne non si è limitato a cantare: si è accompagnato con la chitarra, inserendo assoli e passaggi tecnici complessi, dimostrando controllo ritmico e sicurezza strumentale.

Voce potente, dizione inglese impeccabile, gestione delle dinamiche e presenza scenica da musicista navigato. Una performance che ha superato quella degli altri finalisti – Briana Camara, Andrea Ronga e Francesca Lanza – imponendosi come momento chiave della serata.


Il percorso nel talent: da “Bohemian Rhapsody” al trionfo

Il cammino di Matteo Trullu era iniziato con coraggio già alle Blind Auditions, quando si era presentato con Bohemian Rhapsody dei Queen. Una scelta ambiziosa che aveva fatto girare le poltrone dei coach.

La decisione finale era ricaduta su Nek, con cui si è creato un rapporto artistico evidente fino all’ultima nota. Alla proclamazione della vittoria, Nek è esploso in un’esultanza genuina, inginocchiandosi sul palco per abbracciare il suo pupillo.

“Riesce a trasmettere emozioni sia con la voce sia con lo strumento”, aveva spiegato il cantante emiliano, motivando la scelta di puntare su di lui nonostante l’altissima competizione interna.


Una finale tra super giurati e spettacolo live

La finalissima di The Voice Kids ha introdotto una giuria speciale composta da Mara Maionchi, Nina Zilli, Ema Stokholma ed Enrico Melozzi, chiamati a votare insieme al pubblico in studio.

Ad aprire la serata un medley con Noemi, ospite d’eccezione, che ha condiviso il palco con i sedici concorrenti.

Il livello tecnico è stato ribadito più volte: tutto rigorosamente live, senza “aiutini”. Un dettaglio che, in un’epoca di autotune diffuso, suona quasi rivoluzionario.


The Voice Kids 2026: talento precoce o nuova industria dei baby artisti?

La vittoria di Matteo Trullu apre una riflessione più ampia. The Voice Kids non è più soltanto un programma per “piccoli talenti”, ma un laboratorio mediatico dove si formano artisti con competenze tecniche già strutturate.

Chitarra, repertorio internazionale, gestione del palco: Matteo non appare come un fenomeno estemporaneo, ma come un progetto musicale già delineato.

La Sardegna festeggia, Rai 1 incassa ascolti e consenso (vinto il duello con C’è posta per te in occasione della serata finale), il Team Nek alza il trofeo. Ma la vera domanda è un’altra: cosa succede ora?

Perché vincere a tredici anni è un sogno. Restare, nel tempo, è un mestiere. E Matteo Trullu, dopo “Maniac”, ha appena iniziato a scrivere il suo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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