Il dramma al ristorante mentre era a cena con la moglie
Una cena tranquilla, una serata senza pensieri, il brusio lieve di un ristorante di provincia. Poi il silenzio improvviso, l’angoscia, la corsa contro il tempo.
A Montecatini Terme, la morte è arrivata così, all’improvviso, tra i tavoli del ristorante Gialdini di via Biscolla. Walter Spadoni, 69 anni, residente a Ponte Buggianese, è morto soffocato da un boccone andato di traverso mentre stava cenando con la moglie.
Una tragedia che ha colpito non solo una famiglia, ma un’intera comunità.
Cosa è successo al ristorante Gialdini di Montecatini?
Come ricostruito da La Nazione la sera di lunedì 23 febbraio. Spadoni stava cenando al ristorante Gialdini quando ha iniziato improvvisamente a soffocare.
In sala era presente anche un medico, che si è subito reso conto della gravità della situazione. Ha tentato la manovra di Heimlich nel disperato tentativo di liberare le vie respiratorie.
Ma non è bastato.
Nonostante i soccorsi e i tentativi di rianimazione, per Walter Spadoni non c’è stato nulla da fare. Il malore si è rivelato fatale nel giro di pochi minuti.
A rendere ancora più straziante la vicenda, la circostanza che i figli e i nipoti si trovassero poco distante, a cena in un locale della zona, e si siano precipitati sul posto appena avvisati.
Chi era Walter Spadoni: una vita nell’ospitalità di Montecatini
Il nome di Walter Spadoni, a Montecatini Terme, non era uno qualunque.
Aveva iniziato giovanissimo a lavorare all’Hotel Tamerici & Principe, in viale IV Novembre. Da semplice commissioniere, addetto ai bagagli e alle piccole incombenze per gli ospiti, aveva scalato tutti i gradini della struttura fino ad arrivare alla portineria.
Un ruolo centrale, strategico, delicato. Il portiere d’albergo non è solo un dipendente: è il primo volto che accoglie, l’ultimo che saluta, il filtro tra il mondo esterno e l’oasi dell’hotel.
Spadoni incarnava quell’idea di ospitalità toscana fatta di garbo, precisione, memoria dei nomi e delle abitudini degli ospiti. Una professionalità costruita quando Montecatini era ancora il cuore pulsante del turismo termale, motore economico dell’intera Valdinievole.
Il ricordo degli albergatori: “Un uomo affidabile, un professionista vero”
La notizia della sua morte ha colpito profondamente chi ha lavorato con lui per decenni.
Eugenio Pancioli, titolare dell’Hotel Tamerici & Principe, lo ricorda come “una persona in gamba fin da ragazzo, sulla quale si poteva contare senza riserve”.
Dopo il pensionamento, Spadoni non si era fermato. Aveva continuato a collaborare con l’Hotel Adua, confermando la sua dedizione al lavoro.
Antonio Mariotti, titolare della struttura, lo definisce “un lavoratore integerrimo, un uomo meraviglioso, un vero professionista del settore alberghiero”.
Parole che restituiscono il ritratto di una figura d’altri tempi, cresciuta in una Montecatini operosa, quando gli alberghi erano scuole di vita oltre che luoghi di accoglienza.
Una morte improvvisa che scuote la comunità
Morire così, durante una cena, in un momento di serenità, lascia un senso di incredulità difficile da accettare.
Non un incidente stradale, non una lunga malattia. Ma un gesto quotidiano, naturale, che si trasforma in tragedia.
La morte per soffocamento da corpo estraneo è un evento raro ma devastante. E in questo caso ha colpito un uomo che stava semplicemente condividendo una serata con la moglie.
Spadoni lascia la moglie Sandra, la figlia Denise, il genero Daniele, i nipoti Davide e Marco, la sorella Cinzia e gli altri familiari. Una famiglia unita, ora travolta da un dolore improvviso e crudele.
Il funerale a Ponte Buggianese: l’ultimo saluto
L’ultimo saluto a Walter Spadoni è previsto nella chiesa parrocchiale di Ponte Buggianese, in piazza del Santuario. Dopo la funzione, la salma sarà tumulata nel cimitero locale.
Sarà il momento in cui Montecatini e Ponte Buggianese si ritroveranno insieme, non solo per piangere un uomo, ma per salutare un pezzo di storia cittadina.
Perché in città, soprattutto in quelle di provincia, certe figure diventano simboli silenziosi: non finiscono sui manifesti, non cercano ribalte. Ma tengono in piedi, giorno dopo giorno, l’identità di un luogo.
Walter Spadoni era uno di loro.

