Francesco Cannone e Giacomo PucciFrancesco Cannone e Giacomo Pucci

Tre operai hanno perso la vita nello stesso giorno

Tre città diverse. Tre luoghi di lavoro differenti. Ma un elemento che colpisce e che riporta al centro una delle emergenze più delicate del Paese: tre operai sono morti nel giro di poche ore mentre stavano lavorando.

Le tragedie si sono consumate tra Altopascio, in provincia di Lucca, Catania e Cavriago, nel Reggiano. In tutti i casi le prime ricostruzioni parlano di incidenti legati alla movimentazione di mezzi e materiali pesanti.

Una sequenza di episodi che riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro.

Altopascio, operaio di 30 anni muore schiacciato da una pressa

Il primo incidente si è verificato in Toscana.

La vittima è Giacomo Pucci, 30 anni, residente a Pescia, deceduto all’interno dell’azienda per cui lavorava ad Altopascio.

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, il giovane stava movimentando una pressa con un transpallet quando il macchinario lo avrebbe travolto.

I colleghi sono intervenuti immediatamente e uno di loro avrebbe iniziato le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, ma per il lavoratore non c’è stato nulla da fare.

La procura di Lucca ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto il sequestro dell’area interessata, della pressa e dei mezzi coinvolti.

Gli ispettori della Asl stanno raccogliendo testimonianze per ricostruire l’accaduto.

Catania, altro operaio morto durante il turno di lavoro

Poche ore dopo un secondo episodio si è verificato nella zona industriale di Catania.

Anche in questo caso la vittima aveva 30 anni. Si tratta di Francesco Cannone, detto Francois, conosciuto anche per la sua grande passione per il calcio.

Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore sarebbe rimasto schiacciato dal muletto con cui stava operando.

Sul posto sono intervenuti agenti della polizia di Stato e personale dello Spresal, il servizio dedicato alla prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.

La procura di Catania ha disposto il sequestro dell’area e l’autopsia.

Al momento il fascicolo per omicidio colposo risulta aperto senza indagati.

Cavriago, terza vittima nel pomeriggio: indagini in corso

La terza tragedia si è verificata in Emilia-Romagna.

Un operaio è morto mentre lavorava in un’azienda di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia.

Anche qui le prime informazioni parlano di un incidente riconducibile alle operazioni lavorative con mezzi industriali.

Sono intervenuti i carabinieri e il personale della Medicina del Lavoro.

La procura di Reggio Emilia è stata informata e ha avviato gli accertamenti per chiarire ogni dettaglio.

Al momento si lavora anche per completare l’identificazione ufficiale della vittima e ricostruire con precisione la dinamica.

Perché questi tre incidenti riportano al centro il tema della sicurezza

Tre episodi nello stesso giorno non costituiscono automaticamente un collegamento tra i casi.

Ma riportano all’attenzione una domanda che periodicamente torna nel dibattito pubblico: quanto si sta facendo per ridurre il numero delle morti sul lavoro?

Ogni incidente segue percorsi investigativi autonomi e sarà compito delle procure stabilire eventuali responsabilità.

Intanto, dopo la morte di Giacomo Pucci, i sindacati metalmeccanici hanno annunciato un’ora di sciopero a fine turno in tutta la provincia di Lucca.

Un segnale che va oltre il singolo episodio.

Perché quando tre persone perdono la vita lavorando nello stesso giorno, il tema non resta più confinato dentro una singola azienda.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *