Elisabeta Boldijar trovata morta nella zona del porto di CataniaElisabeta Boldijar trovata morta nella zona del porto di Catania

Il mistero di Elisabeta Boldijar

Elisabeta Boldijar è stata trovata morta Catania. La Procura di Catania ha deciso di rendere pubblici nome e fotografia della donna trovata senza vita in un edificio abbandonato della zona portuale, invitando chiunque abbia informazioni utili a rivolgersi alla Squadra Mobile.

La vittima è originaria della Romania ed è nata il 25 gennaio 1990, 36 anni.


Il ritrovamento nell’ex consorzio agrario

Il corpo è stato scoperto da alcuni residenti in un immobile dismesso di via Cristoforo Colombo (zona via Domenico Tempo), ex sede del consorzio agrario, nei pressi del porto.

La donna era riversa tra i rifiuti, con pochi abiti addosso e alcuni strappati. Sono stati i cittadini ad allertare il 112. Sul posto sono intervenuti una Volante della polizia e personale del 118, ma per la 36enne non c’era più nulla da fare. Non è escluso che fosse morta da diversi giorni.


I primi riscontri: segni di percosse

La prima ispezione medico-legale avrebbe evidenziato lividi sul corpo, elemento che fa propendere gli inquirenti per l’ipotesi di omicidio. L’incarico per l’autopsia sarà conferito nelle prossime ore.

Elisabeta Boldijar era senza fissa dimora. In passato era stata denunciata per piccoli furti e, secondo quanto emerso, gravitava in ambienti legati alla prostituzione e al consumo di crack.

Fino a oggi non risultano denunce di scomparsa né segnalazioni relative alla donna.


L’appello della Procura

Il procuratore di Catania, Francesco Curcio, ha disposto la diffusione del nome e della foto della vittima “per la massima diffusione”, con l’obiettivo di ricostruirne le ultime ore di vita.

Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Questura, coordinate dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro, responsabile dell’area reati contro le fasce deboli.

Chiunque abbia informazioni su Elisabeta Boldijar o sui suoi contatti a Catania può rivolgersi direttamente alla polizia.


Un caso ancora senza risposte

Al momento restano molte domande: dove ha trascorso gli ultimi giorni? Chi l’ha vista per ultima? E soprattutto cosa è accaduto all’interno di quell’edificio abbandonato?

La diffusione dell’identità rappresenta un passaggio chiave per dare un nome alle relazioni, ai movimenti e alle frequentazioni della vittima.

Un’indagine che parte da un corpo senza vita tra i rifiuti e prova ora a ricostruire una storia che, fino a ieri, nessuno aveva denunciato come scomparsa.

Di Redazione

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