La decisione di Alfonso Signorini
Quando negli anni ’90 lasciò il liceo per diventare giornalista, Alfonso Signorini non avrebbe mai immaginato di accompagnare per tre decenni uno dei settimanali più letti in Italia. Dal 2006 al 2023 direttore e direttore editoriale, Signorini ha annunciato il suo addio a Chi in un lungo editoriale, disponibile da mercoledì 4 marzo. La scelta, concordata con il Gruppo Mondadori già nel 2023, nasce da motivazioni personali: la pandemia ha cambiato le sue abitudini e la percezione di cosa fosse davvero prioritario nella vita. “Lo scorso ottobre ho concordato con l’azienda che avrei lasciato anche la direzione editoriale”.
Corona e le accuse: c’entrano davvero qualcosa?
Nonostante i riflettori si siano concentrati sulle accuse di Fabrizio Corona per presunti favori sessuali e sul caso Medugno, Signorini chiarisce che nulla di tutto ciò ha influenzato la decisione. «Squallore», lo definisce, aggiungendo che esiste un mondo meraviglioso da raccontare, ma anche un “sottoscala” di menzogne e cattiverie che spesso accompagnano il successo mediatico. “Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare – si limita a dire al riguardo nell’editoriale – ma c’è anche uno squallido sottoscala fatto da chi vive ai margini e si nutre di menzogne e cattiverie”.
Il passaggio di testimone e il futuro del giornale
Signorini ha trasferito la direzione a Massimo Borgnis ma ha mantenuto la direzione editoriale fino a ottobre 2025, quando ha concordato con l’azienda di lasciare definitivamente anche quel ruolo. Nel suo editoriale ringrazia Marina Berlusconi, i vertici del gruppo, colleghi e redazione, sottolineando che “difendere la mia professionalità è importante, ma ora è il momento di cominciare una nuova vita”.
Signorini tra gossip e vita privata
Il giornalista, figura iconica del gossip italiano, chiude un capitolo che ha segnato intere generazioni di lettori, ribadendo il rapporto di fiducia con il pubblico: chiarezza, onestà e passione per raccontare l’Italia, tra cronaca rosa e costume. Un addio che segna la fine di un’era, tra polemiche e applausi, ma che apre a nuovi scenari professionali per uno dei volti più noti del giornalismo popolare nazionale.

