Andrea Semio si è confrontato a Quarto Grado con gli opinionistiAndrea Sempio a Quarto Grado

Andrea Sempio ricostruisce la mattina del delitto di Garlasco

Il caso di Chiara Poggi, uno dei più discussi della cronaca italiana degli ultimi vent’anni, torna al centro dell’attenzione con nuove dichiarazioni di Andrea Sempio, oggi unico indagato nel nuovo filone d’inchiesta aperto dalla Procura di Pavia.

Intervistato durante la trasmissione Quarto Grado su Rete 4, Sempio – amico del fratello della vittima – ha ricostruito nel dettaglio la mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui la giovane fu uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco.

Un racconto che riporta la memoria a quelle ore drammatiche e che si inserisce nel contesto delle nuove verifiche investigative, riaperte dopo anni di processi e sentenze.

“Quella mattina mi sono svegliato e sono andato a Vigevano per andare in una libreria”, ha spiegato Sempio.

Secondo la sua ricostruzione, una volta arrivato avrebbe trovato il negozio chiuso.

“Ho fatto un rapido giro della piazza e poi sono tornato a Garlasco, da mia nonna”.


Cosa ha fatto Andrea Sempio la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi?

Nel racconto fornito durante l’intervista, Sempio ha ripercorso i passaggi di quella giornata che ancora oggi resta una delle più analizzate della cronaca italiana.

Dopo essere rientrato da Vigevano, ha spiegato di essersi fermato per circa mezz’ora a casa della nonna.

Poi sarebbe arrivata una telefonata della madre.

“Mi ha chiamato per dirmi di tornare a casa a mangiare. È una cosa che mi è rimasta impressa”.

Si tratta di dettagli apparentemente quotidiani, ma che oggi vengono riletti alla luce delle nuove indagini e delle perizie che potrebbero modificare l’orario della morte di Chiara Poggi.

Secondo gli ultimi accertamenti tecnici, infatti, l’omicidio potrebbe essere avvenuto più tardi rispetto alle ricostruzioni iniziali.

Un elemento che potrebbe avere conseguenze importanti sull’intera dinamica del caso.


Gli squilli e i messaggi: perché sono tornati sotto la lente degli investigatori?

Uno dei punti più discussi riguarda il traffico telefonico di quella mattina.

Sempio è stato interrogato anche sugli squilli e sui messaggi scambiati con alcuni amici nelle ore successive al delitto.

Secondo alcune interpretazioni investigative, quel traffico sarebbe stato particolarmente intenso.

Lui però ridimensiona il significato di quei contatti.

“Non so quanto quella mattina possa essere considerata anomala rispetto agli altri giorni”, ha spiegato.

Secondo Sempio, infatti, senza confrontare quei dati con i giorni precedenti o successivi è difficile stabilire se ci sia stata davvero un’attività insolita.

“Si è parlato di un intenso scambio di messaggi e squilli con gli amici. Ma bisognerebbe vedere com’erano le altre giornate”.

Il contesto tecnologico dell’epoca, sottolinea, era completamente diverso da quello attuale.


“All’epoca non c’erano WhatsApp”: la spiegazione sui contatti telefonici

Nel 2007 gli smartphone e le app di messaggistica non erano ancora diffusi.

Per questo, spiega Sempio, i giovani comunicavano soprattutto tramite sms e squilli telefonici.

“Ai tempi non c’erano WhatsApp o altre app”, ha ricordato.

“Quindi quello che c’era erano appunto i messaggi e gli squilli”.

Secondo la sua versione, quei contatti non avevano nulla di particolare.

“Non è che abbiano un significato specifico. Sono semplici messaggi che ci siamo sempre mandati”.

Parole che mirano a ridimensionare uno degli elementi su cui negli anni si sono concentrate diverse ipotesi investigative.


Il nuovo filone d’inchiesta sul caso Chiara Poggi

Il nome di Andrea Sempio è tornato al centro delle indagini dopo la riapertura di un nuovo filone investigativo da parte della Procura di Pavia.

Il giovane, all’epoca dei fatti amico del fratello di Chiara Poggi, è oggi indagato in concorso nell’omicidio.

Un’accusa che arriva a distanza di molti anni da uno dei casi giudiziari più controversi della storia recente italiana.

Durante l’intervista, Sempio ha affrontato anche alcune voci circolate negli anni sul suo conto, tra cui presunti collegamenti con ambienti legati alle droghe.

Un’ipotesi che ha respinto con decisione.

“Il mondo delle droghe è qualcosa da cui sono sempre stato distante”, ha dichiarato.

“Al massimo qualche sigaretta quando eravamo ragazzini. Ma droga mai”.


Il delitto di Garlasco continua a dividere l’opinione pubblica

Il caso di Chiara Poggi continua a sollevare interrogativi, dubbi e nuove analisi investigative.

A quasi vent’anni dall’omicidio, ogni dettaglio viene nuovamente esaminato: dagli orari alle testimonianze, fino ai movimenti di chi frequentava la famiglia.

Le parole di Andrea Sempio si inseriscono in questo quadro complesso.

Un racconto che prova a ricostruire una mattina diventata tragicamente storica per la cronaca italiana.

E che ancora oggi, tra nuove perizie e indagini riaperte, continua a interrogare magistrati, investigatori e opinione pubblica.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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