Chi era Grigorev Vladislav Sergevich, l’uomo ucciso a Montegranaro
Una mattina di lavoro e di routine si è trasformata in tragedia nelle campagne di Montegranaro, in provincia di Fermo.
La vittima si chiamava Grigorev Vladislav Sergevich, 43 anni, nato in Russia ma residente nelle Marche.
L’uomo lavorava in una struttura con cavalli nelle vicinanze della zona dove è avvenuto l’incidente, un’area rurale dove nella mattinata era in corso una battuta di caccia alla volpe regolarmente autorizzata.
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, Sergevich si sarebbe avvicinato ai cacciatori per protestare contro gli spari che, a suo dire, disturbavano gli animali del maneggio.
Pochi minuti dopo si è consumata la tragedia.
Il colpo di fucile durante la battuta di caccia
L’incidente è avvenuto intorno alle 8 del mattino in contrada Santa Maria, nelle campagne di Montegranaro.
Secondo quanto emerso finora, il colpo mortale sarebbe partito dal fucile di Palmiero Berdini, 82 anni, residente a Monturano.
L’uomo è un cacciatore esperto, operatore faunistico e guardia volontaria venatoria.
Il fucile utilizzato era un Breda calibro 12.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione cosa sia accaduto nei momenti immediatamente precedenti allo sparo.
L’ipotesi della lite e il colpo accidentale
Secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia provinciale, Sergevich si sarebbe avvicinato al cacciatore per lamentarsi del rumore degli spari.
Durante il confronto, l’uomo avrebbe tentato di strappare il fucile dalle mani dell’anziano.
In quel momento sarebbe partito il colpo accidentale che lo ha colpito mortalmente.
Una dinamica ancora tutta da verificare e su cui stanno lavorando gli investigatori.
I soccorsi e l’arrivo dell’elisoccorso
Dopo lo sparo sono stati immediatamente chiamati i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, insieme ai carabinieri della compagnia di Fermo.
È stato allertato anche l’elisoccorso, ma quando il personale medico è arrivato sul luogo dell’incidente non c’era più nulla da fare.
Il 43enne era già deceduto.
Il cacciatore indagato per omicidio
Palmiero Berdini è stato ascoltato dagli inquirenti per circa due ore.
L’82enne si è presentato volontariamente in procura a Fermo, dove è stato interrogato dal pubblico ministero Marinella Bosi.
Secondo quanto trapelato, avrebbe raccontato che il colpo è partito in modo accidentale durante la colluttazione.
Sarebbe stato lui stesso a chiamare il 118 e i vigili del fuoco, cercando di prestare i primi soccorsi alla vittima fino all’arrivo dei sanitari.
L’uomo è attualmente indagato per omicidio, mentre la procura continua a indagare per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
Le indagini dei carabinieri
Sul luogo della tragedia i carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire ogni dettaglio dell’accaduto.
Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e analizzando tutti gli elementi utili per capire se si sia trattato davvero di un tragico incidente o se ci siano responsabilità diverse.
Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti:
- la distanza tra vittima e cacciatore
- la posizione del fucile al momento dello sparo
- eventuali testimoni presenti durante la battuta di caccia
Solo al termine degli accertamenti sarà possibile stabilire con precisione cosa è accaduto nelle campagne di Montegranaro.

