Jessica Moretti prima dell'interrogatorio del maritoJessica Moretti

Nell’inchiesta sul rogo costato la vita a 41 persone emergono conversazioni WhatsApp attribuite ai proprietari del locale

Nuovi elementi rischiano di pesare sull’inchiesta relativa alla tragedia del Constellation di Crans-Montana, il devastante incendio scoppiato nella notte di Capodanno che ha provocato la morte di 41 persone, tra cui sei giovani italiani.

Al centro degli ultimi sviluppi ci sono alcuni messaggi WhatsApp attribuiti ai proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, acquisiti agli atti dell’indagine e analizzati durante il recente interrogatorio dei due imprenditori.

Tra le conversazioni emerse ce n’è una che sta attirando particolare attenzione: una frase nella quale si fa esplicito riferimento al rischio che il locale possa prendere fuoco a causa delle scintille utilizzate durante i festeggiamenti.

Il messaggio che ora pesa sull’inchiesta

Uno dei documenti finiti nel fascicolo degli investigatori risale al 13 dicembre 2019.

In una chat interna con i dipendenti, Jessica Moretti avrebbe scritto un messaggio riguardante l’utilizzo delle candele pirotecniche durante il servizio ai tavoli.

“Se vogliono quelle scintillanti fate molta attenzione”, si legge nella conversazione. Il messaggio proseguirebbe spiegando che una scintilla caduta sui divani, sul pavimento o sulla schiuma del soffitto avrebbe potuto provocare un incendio nel locale.

Parole che oggi assumono un peso particolare alla luce di quanto accaduto durante la notte della tragedia.

Le candele pirotecniche e l’incendio

Secondo quanto emerso dalle indagini, il rogo sarebbe stato innescato proprio da una delle candele scintillanti utilizzate durante un servizio nel locale.

Le fiamme avrebbero raggiunto il materiale presente nel seminterrato, provocando un incendio devastante che in pochi minuti si è trasformato in una delle peggiori tragedie avvenute in Svizzera negli ultimi anni.

Un altro messaggio acquisito dagli investigatori risalirebbe al dicembre 2025, poche settimane prima del disastro.

In una nota vocale, Jessica Moretti parlerebbe dell’acquisto di circa 900 candele pirotecniche, spiegando che il materiale sarebbe stato ritirato in Francia poiché considerato esplosivo.

Le porte di sicurezza e le altre conversazioni

Tra i documenti analizzati compare anche una conversazione del 2021 che riguarda le uscite di emergenza.

In quel caso Jacques Moretti chiedeva informazioni sullo stato di una porta di sicurezza e sul fatto che risultasse bloccata.

Le conversazioni sono state acquisite dagli investigatori e vengono ora valutate nel contesto più ampio dell’inchiesta sulla sicurezza del locale.

Gli accertamenti puntano a ricostruire non solo le cause dell’incendio ma anche le condizioni organizzative e strutturali esistenti prima della tragedia.

La difesa dei proprietari

Durante l’ultimo interrogatorio, durato circa dieci ore, Jacques e Jessica Moretti hanno respinto ogni accusa di responsabilità.

Entrambi hanno sostenuto di non essere stati consapevoli del rischio che le candele scintillanti potessero provocare un incendio dalle conseguenze così devastanti.

Jessica Moretti avrebbe addirittura messo in dubbio di essere l’autrice del messaggio del 2019, chiedendo agli inquirenti se fossero certi che fosse stato scritto da lei.

La donna ha dichiarato di non aver mai immaginato che l’utilizzo di quel materiale potesse causare una tragedia simile.

Chi era la cameriera coinvolta nell’incidente

Le conversazioni sarebbero state recuperate dal telefono di Cyanne Panine, la giovane cameriera che, secondo la ricostruzione degli investigatori, stava partecipando al servizio con le candele pirotecniche quando si sviluppò l’incendio.

La ragazza morì successivamente a causa dell’inalazione dei fumi durante il rogo.

Secondo i proprietari del locale, la partecipazione dei dipendenti a quel tipo di servizio avveniva su base volontaria e non vi sarebbero mai state imposizioni.

Cosa può accadere adesso

L’inchiesta prosegue e i magistrati stanno esaminando nel dettaglio tutto il materiale acquisito.

I messaggi WhatsApp, le note vocali e le testimonianze raccolte potrebbero rivelarsi determinanti per accertare se i responsabili del locale fossero effettivamente consapevoli dei rischi connessi all’utilizzo delle candele pirotecniche e delle condizioni di sicurezza presenti all’interno della struttura.

Un aspetto che potrebbe incidere in modo significativo sul futuro giudiziario di una vicenda che continua a scuotere l’opinione pubblica a mesi dalla tragedia.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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