Successo a Battipaglia per il congresso multiritmoSuccesso a Battipaglia per il congresso multiritmo

Multi-Ritmo: perché questo congresso segna un cambio di paradigma?

Non più il cuore visto come un organo isolato, ma come parte di un sistema complesso. È questo il messaggio forte emerso dal congresso nazionale “Multi-Ritmo: la gestione multidisciplinare delle aritmie”, che si è svolto il 21 marzo presso l’Hotel San Luca.

Un appuntamento che ha riunito specialisti di diverse discipline per ridefinire l’approccio alle aritmie cardiache, sempre più diffuse e ancora troppo spesso sottovalutate.

A guidare la direzione scientifica è stato il dottor Andrea Radinovic, aritmologo dell’ospedale San Raffaele di Milano, con l’organizzazione di ViTer Formazione.


Aritmie: numeri in crescita e rischio sottovalutato

Le aritmie non sono un problema raro, anzi. I dati parlano chiaro:

  • la fibrillazione atriale colpisce l’1-2% della popolazione
  • sale al 7-8% negli over 65
  • supera il 10% negli ultraottantenni

Numeri che impongono una riflessione urgente.

Come ha spiegato il cardiologo Rosario Farina, il punto non è solo curare, ma capire la complessità del fenomeno:
le aritmie possono manifestarsi anche senza una patologia cardiaca evidente.


Il nuovo approccio: il paziente al centro (non il sintomo)

Il congresso ha sancito un passaggio chiave:
abbandonare la medicina “a compartimenti” per adottare una visione integrata.

Secondo la dottoressa Elisa Vitolo, direttore generale del San Pio Medical Center, il futuro è nella multidisciplinarietà:

  • percorsi personalizzati
  • diagnosi tempestive
  • collaborazione tra specialisti

Un modello già applicato nel centro di Battipaglia, che si propone come riferimento per una medicina più evoluta.


Dal polso all’intelligenza clinica: l’evoluzione dell’aritmologia

A offrire una prospettiva storica è stato il dottor Vincenzo Mallamaci, che ha ricordato come l’aritmologia affondi le sue radici nel XIX secolo.

Dalle prime diagnosi basate sulla semplice palpazione del polso, si è passati:

  • all’elettrocardiografia del Novecento
  • alle tecniche elettrofisiologiche del dopoguerra
  • fino alle moderne strategie integrate

Un percorso che oggi culmina in una medicina sempre più tecnologica e interdisciplinare.


Non solo cuore: quando le aritmie coinvolgono tutto il corpo

Uno dei punti più innovativi emersi dal congresso riguarda la natura “sistemica” delle aritmie.

Non si tratta solo di cardiologia. Sul palco si sono alternati:

  • neurologi
  • endocrinologi
  • gastroenterologi
  • immunologi
  • psicologi

Un approccio che riflette una realtà clinica precisa:
le aritmie possono essere collegate a condizioni come:

  • apnee ostruttive del sonno
  • disturbi metabolici
  • stress e fattori psicologici

Prevenzione e diagnosi precoce: la vera sfida

Il messaggio finale del dottor Andrea Radinovic è stato chiaro:
le aritmie sono diffuse, ma spesso ignorate.

E proprio per questo diventano pericolose.

Eventi come:

  • ictus
  • sincope
  • arresto cardiaco

possono essere la conseguenza di una diagnosi tardiva.

Il progetto “Multi-Ritmo” nasce proprio per questo:
aumentare la consapevolezza e intervenire prima.


Un congresso che lascia strumenti concreti

Non solo teoria. L’evento ha fornito ai professionisti sanitari:

  • aggiornamenti sulle nuove terapie
  • strumenti pratici per la gestione clinica
  • modelli organizzativi replicabili

Confermando il ruolo centrale di ViTer Formazione e del Gruppo Vitolo nella diffusione di una cultura medica avanzata.


Una medicina che cambia (e che può salvare vite)

Il vero messaggio che emerge è uno:
la medicina del futuro sarà sempre meno individuale e sempre più collaborativa.

Perché le aritmie non sono solo un battito irregolare.
Sono un segnale.

E imparare a leggerlo, insieme, può fare la differenza tra la vita e la morte.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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