Il piccolo Adam è morto durante un intervento chirurgico a RovigoIl piccolo Adam è morto durante un intervento chirurgico a Rovigo

Bambino morto a Rovigo durante intervento: chi era Adam e cosa è successo

Si chiamava Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, aveva due anni, ed è morto dopo un intervento chirurgico programmato all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. La vicenda ha portato i genitori a presentare una denuncia, mentre la magistratura è chiamata a fare piena luce su quanto accaduto.

Il piccolo, di origini egiziane, era entrato in ospedale per un’operazione considerata non urgente ma necessaria. Secondo il racconto della famiglia, il bambino era arrivato sereno, “ridendo e giocando”, senza segnali che potessero far presagire un epilogo così drammatico.


L’intervento e l’arresto cardiaco dopo circa un’ora

L’operazione era stata programmata per le 8 del mattino e, stando a quanto riferito ai genitori, avrebbe dovuto durare diverse ore.

Dopo circa un’ora dall’inizio, però, qualcosa cambia. I familiari notano un via vai anomalo di medici e iniziano a preoccuparsi. Poco dopo arriva la comunicazione: un problema non meglio specificato rende necessario il trasferimento urgente a Padova.

È in quella fase che si verifica l’arresto cardiaco che segna una svolta irreversibile nella vicenda.


Il trasferimento a Padova e il decesso

Adam viene trasportato d’urgenza all’ospedale di Padova. Una corsa contro il tempo di circa quaranta minuti, mentre le condizioni restano critiche.

Nonostante i tentativi dei medici, il bambino muore poco dopo. Una tragedia che lascia la famiglia nello shock più totale, con molti interrogativi ancora senza risposta.


La denuncia dei genitori e la richiesta di verità

I genitori hanno presentato un esposto in procura a Padova. Chiedono chiarezza su ogni fase dell’intervento e sulla gestione dell’emergenza, senza avanzare accuse definitive ma sollecitando accertamenti approfonditi.

A farsi portavoce della famiglia è stato Aly Harhash, rappresentante della comunità egiziana a Milano, che ha sottolineato come la richiesta non sia di vendetta ma di verità e trasparenza.

Tra i punti sollevati, resta centrale una domanda: cosa è accaduto realmente in sala operatoria e se vi siano state eventuali criticità o negligenze.


Il quadro clinico e l’intervento al braccio

Adam era affetto da una lesione del plesso brachiale destro, che coinvolgeva arto superiore e articolazioni. Nei mesi successivi alla nascita era già stato operato in Egitto, senza però ottenere i risultati sperati.

L’intervento previsto a Rovigo riguardava il riposizionamento dei tendini del braccio, una procedura considerata tecnicamente complessa ma programmata.

Proprio questo elemento alimenta i dubbi della famiglia: un intervento ritenuto gestibile che si trasforma improvvisamente in emergenza critica.


La posizione dell’azienda sanitaria e le verifiche in corso

L’Ulss 5 Polesana ha espresso profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, annunciando l’attivazione di un supporto psicologico dedicato.

In una nota ufficiale, l’azienda ha fatto sapere che sono in corso verifiche interne per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, garantendo piena collaborazione con l’autorità giudiziaria.


Una tragedia che scuote due comunità

La morte del piccolo Adam ha colpito non solo la famiglia, ma anche la comunità egiziana in Italia. Un dolore condiviso, accompagnato da una richiesta chiara: capire cosa sia successo.

Ora sarà l’inchiesta a stabilire eventuali responsabilità. Ma, al di là degli aspetti giudiziari, resta una vicenda che interroga il sistema sanitario e lascia una ferita profonda in chi l’ha vissuta.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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