È uscita dal Centro grandi ustionati del Cto di Torino dopo 58 giorni di ricovero.
Elsa Rubino, la quindicenne biellese rimasta gravemente ferita nel rogo di Capodanno a Crans Montana a Le Constellation, ha superato la fase più critica.
La giovane verrà ora trasferita all’ospedale infantile Regina Margherita, dove proseguirà il percorso di recupero prima di poter tornare a casa.
Dimissione dopo quasi due mesi di terapia intensiva
La dimissione è stata annunciata dai genitori e dai medici durante una conferenza stampa.
Elsa era arrivata a Torino il 26 febbraio, trasportata in elicottero da Zurigo, in condizioni gravissime.
Per quasi due mesi è rimasta ricoverata in terapia intensiva, affrontando complicazioni importanti legate alle ustioni.
“Superata la fase più critica”
Il direttore del Centro grandi ustionati, Massimo Navissano, ha spiegato:
“La fase acuta, quella a rischio della vita, è superata. Ora inizia la fase degli esiti”.
Un passaggio fondamentale, che segna l’uscita dal momento più delicato.
Un lavoro di squadra tra specialisti
Il percorso di cura ha coinvolto un numero molto elevato di specialisti.
Oltre a anestesisti e chirurghi plastici, sono intervenuti:
- psicologi e psichiatri
- fisiatri e fisioterapisti
- gastroenterologi e dietisti
- nefrologi e logopedisti
Un lavoro multidisciplinare necessario per affrontare le conseguenze di ustioni gravi.
Il trasferimento al Regina Margherita
Il passaggio al Regina Margherita rappresenta una fase intermedia.
I medici parlano di “demedicalizzazione”, ovvero un percorso graduale per accompagnare la paziente fuori dalla terapia intensiva.
L’obiettivo è rendere meno traumatico il ritorno alla normalità.
Il percorso di recupero
La dimissione non segna la fine delle cure.
Elsa Rubino dovrà affrontare:
- trattamenti per le cicatrici
- riabilitazione fisica
- supporto psicologico
Un percorso lungo, tipico dei pazienti ustionati, che prosegue anche dopo la fase acuta.
Il ritorno a casa non è ancora immediato
Dopo il periodo al Regina Margherita, la giovane potrà finalmente rientrare a casa.
I medici continueranno comunque a seguirla nel tempo.
“Tornerà da noi anche in futuro per il trattamento delle cicatrici e per il follow-up”, ha spiegato Navissano.
Dal rischio di vita alla ripresa
Il miglioramento di Elsa rappresenta un passaggio importante dopo settimane di grande apprensione.
Dalla fase più critica, segnata da complicazioni gravi, si passa ora a quella della ricostruzione.
Un percorso lento, ma che segna un’evoluzione positiva dopo il dramma.

