Il risveglio dopo 22 giorni: Elsa riconosce i genitori
Un momento atteso, temuto e sperato per settimane. Elsa Rubino, la studentessa quindicenne di Biella rimasta gravemente ustionata nel devastante incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana, si è svegliata dal coma. Lo ha fatto aprendo gli occhi e riconoscendo i suoi genitori, Lorenzo Rubino e Isabella Donatelli, che non l’hanno mai lasciata sola da quando è stata trasferita all’ospedale universitario di Zurigo.
“È stata una giornata positiva, Elsa ci ha riconosciuto”, ha raccontato il padre. Un’emozione difficile da descrivere dopo oltre tre settimane di angoscia, trascorse accanto al letto della figlia.
Condizioni ancora critiche e prognosi riservata
Nonostante il risveglio, il quadro clinico della ragazza resta estremamente delicato. Elsa è tuttora ricoverata in terapia intensiva e la prognosi rimane riservata. I medici svizzeri che la seguono stanno affrontando un percorso di cura complesso, fatto di interventi chirurgici multipli e di una gestione costante delle complicazioni legate alle ustioni e alle lesioni interne.
Gli interventi all’intestino e la lotta contro le infezioni
Tra le ferite più gravi riportate da Elsa ci sono quelle all’apparato intestinale, danneggiato dal calore sprigionato dalle fiamme e successivamente colpito da una seria infezione batterica. L’équipe medica ha già effettuato due fasi di un delicatissimo intervento di ricostruzione. Una terza operazione, inizialmente programmata, è stata rinviata proprio a causa della fragilità delle sue condizioni generali.
Parallelamente, i sanitari stanno intervenendo sulle ustioni di secondo e terzo grado che interessano circa il 60 per cento del corpo della ragazza, un lavoro lungo e doloroso che richiederà tempo e ulteriori procedure.
Il rogo di Capodanno a Crans-Montana
Elsa si trovava nel locale Le Constellation per festeggiare l’arrivo del nuovo anno quando è scoppiato l’incendio che ha provocato una vera e propria strage di feriti. Il rogo ha coinvolto decine di giovani, molti dei quali italiani, trasformando una notte di festa in un incubo.
Migliorano le condizioni di altri giovani feriti
Intanto, arrivano segnali incoraggianti anche dagli ospedali italiani. Al Niguarda di Milano restano ricoverati dieci giovani, in gran parte tra i 15 e i 16 anni, feriti nello stesso incendio. Alcuni di loro potrebbero essere dimessi nei prossimi giorni, se il miglioramento clinico continuerà.
Quattro ragazzi si trovano ancora in terapia intensiva, mentre sei sono seguiti dal Centro ustioni. Due sedicenni, Leonardo e Kean, compagni di scuola del liceo Virgilio di Milano, sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e ora comunicano tramite un computer, guardando messaggi di amici e familiari.
Il sistema sanitario e un percorso ancora lungo
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’impegno costante del sistema sanitario: “Li stiamo curando come se fossero nostri figli”. Alcuni pazienti sono stati trasferiti in strutture più vicine alle famiglie o più specializzate, come nel caso di Eleonora Palmieri, spostata a Cesena, o di un altro giovane trasferito al Policlinico di Milano per problemi respiratori legati ai fumi tossici inalati.
Il percorso resta complesso e nessuno, al momento, può dirsi definitivamente fuori pericolo. Ma il risveglio di Elsa Rubino rappresenta una luce concreta in una vicenda che ha segnato profondamente molte famiglie.

