Romina Power a Belve
Romina Power torna a parlare di Ylenia e lo fa senza filtri. Nell’intervista a Belve (in onda il 28 aprile), la cantante riapre una ferita mai chiusa e lancia una frase destinata a far discutere anche sul rapporto con Al Bano.
“Quando pensi di avere un pilastro vicino e poi non c’è, le cose cambiano”. Parole pesanti, che riportano al centro il momento più difficile della loro storia.
Il ricordo di Ylenia: “So che è da qualche parte”
Il passaggio più intenso dell’intervista arriva quando si parla della figlia scomparsa.
Romina non si sottrae, anzi. “Parlo sempre di Ylenia perché so che è da qualche parte”, dice con convinzione. Non è solo una speranza, ma una sensazione che descrive come concreta.
Racconta di sogni, percezioni, incontri con persone che definisce dotate di capacità particolari. E aggiunge un dettaglio che colpisce: nessuno, secondo lei, le avrebbe mai detto che la figlia non c’è più.
È per questo che continua a dire di avere quattro figli.
La frase su Al Bano che riapre tutto
Ma è sulla fine del matrimonio che arriva il punto più delicato.
Alla domanda su quanto abbia inciso la scomparsa di Ylenia nella rottura con Al Bano, la risposta è diretta.
Romina parla di mancanza di sostegno. Di un momento in cui avrebbe avuto bisogno di qualcuno su cui appoggiarsi e quel qualcuno, semplicemente, non c’era.
Non è un attacco esplicito, ma il significato è chiaro. E riaccende una dinamica che per anni è rimasta sullo sfondo.
Un dolore gestito in modo diverso
Il tema, in realtà, è proprio questo: la gestione del dolore.
Due percorsi diversi davanti allo stesso trauma. Da una parte chi continua a credere, dall’altra chi ha scelto di accettare una verità più definitiva.
È una frattura che non si vede subito, ma che nel tempo può diventare insanabile.
Ed è qui che si inserisce la fine di una delle coppie più iconiche della musica italiana.
Il resto dell’intervista: tra passato e confessioni
Romina Power, però, nell’intervista si racconta anche oltre il dolore.
Parla della sua adolescenza tra collegi e libertà estreme, delle esperienze nella Londra degli anni Settanta e delle serate a base di Lsd. Ricordi sfocati, come ammette lei stessa, “perché cancella la memoria”.
E poi episodi surreali, come quello legato alla madre e al tè servito al re Hussein di Giordania.
Confessioni che completano il ritratto di una vita fuori dagli schemi, ma che passano inevitabilmente in secondo piano rispetto al tema che ancora oggi domina tutto.
Perché se ne parla ancora
La vicenda di Ylenia non è mai davvero uscita dal dibattito pubblico.
Non solo per il mistero che la circonda, ma per ciò che rappresenta: una ferita aperta, mai risolta, che continua a influenzare anche il racconto di chi è rimasto.
E ogni volta che Romina ne parla, quel confine tra passato e presente torna a sfumare.
Perché, per lei, quella storia non è mai finita.

