Delitto Garlasco, cosa cambia nel nuovo filone d’inchiesta
Andrea Sempio è ora l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi nel nuovo filone d’indagine della Procura di Pavia. La svolta riguarda la modifica del capo d’imputazione: eliminato ogni riferimento a un presunto concorso con altri soggetti, incluso Alberto Stasi.
La vicenda di Andrea Sempio segna un passaggio chiave nell’inchiesta sul delitto di Garlasco del 2007, già definito con una condanna definitiva per l’omicidio Chiara Poggi.
La svolta: Sempio ora unico responsabile nell’imputazione
La Procura ha notificato a Sempio un invito a comparire per il 6 maggio, modificando contestualmente l’accusa.
Non si parla più di omicidio “in concorso con ignoti o con Alberto Stasi”, ma di responsabilità individuale. Un cambio tecnico che ha un peso rilevante sul piano giudiziario.
Questo significa che, nella nuova ricostruzione accusatoria, gli inquirenti ritengono possibile attribuire l’omicidio esclusivamente a Sempio, senza coinvolgere altri soggetti.
L’interrogatorio del 6 maggio e la strategia difensiva
Sempio, 38 anni, dovrà presentarsi davanti ai pm pavesi per essere interrogato. Tuttavia, la difesa sta valutando la possibilità che non risponda.
Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno sottolineato un punto centrale: gli atti dell’indagine non sono stati ancora depositati.
Una circostanza che, dal punto di vista difensivo, limita la possibilità di affrontare un interrogatorio in modo completo e consapevole.
Non è escluso quindi che Sempio scelga il silenzio, come già accaduto in passato.
Il precedente del 2025 e le anomalie procedurali
Non è la prima volta che Sempio viene convocato. Il 20 maggio 2025 era già stato chiamato a comparire, ma non si presentò.
In quell’occasione, la difesa evidenziò un vizio di forma nell’atto di convocazione, ritenuto non valido.
Un precedente che pesa anche oggi nella gestione della strategia processuale.
Il nodo Stasi: possibile richiesta di revisione
Parallelamente, la Procura di Pavia si prepara a chiedere alla Procura generale di Milano la revisione del processo a Alberto Stasi.
Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
L’eventuale revisione rappresenterebbe un passaggio straordinario, possibile solo in presenza di nuovi elementi rilevanti.
Un caso che cambia prospettiva investigativa
Il punto più significativo di questa fase è proprio il cambio di impostazione: da un’ipotesi di concorso a una responsabilità individuale.
Non è solo un dettaglio tecnico. È un segnale preciso della direzione che stanno prendendo le indagini.
Il delitto di Garlasco, a distanza di anni, continua a evolversi sul piano giudiziario. E questa nuova fase potrebbe incidere profondamente anche sull’impianto accusatorio già consolidato.

