Le sorelle Cappa davanti agli investigatori dopo 19 anni
Dopo anni di indiscrezioni, ricostruzioni mai confermate e ipotesi rimaste sullo sfondo, Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, sono tornate a parlare davanti agli investigatori. Un passaggio significativo nell’ambito della nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco.
Le due donne, mai indagate ma più volte citate nelle ricostruzioni mediatiche e investigative, sono state ascoltate come persone informate sui fatti. L’audizione si è svolta in due momenti distinti: circa due ore per Paola, tre per Stefania.
Un ritorno che arriva a distanza di 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco.
I punti su cui si concentrano gli inquirenti
Le domande degli investigatori si sarebbero concentrate su aspetti molto specifici, legati soprattutto alla vita della vittima nei giorni precedenti al delitto. In particolare, al centro dell’attenzione torna la cosiddetta “pista passionale”, già evocata all’epoca delle prime indagini.
Paola Cappa, il 15 agosto 2007, aveva parlato ai carabinieri di un possibile contesto fatto di avances respinte e di un “approccio finito male”. Un elemento che oggi viene rivalutato alla luce delle nuove ipotesi investigative.
Gli inquirenti avrebbero quindi cercato di chiarire se Chiara Poggi fosse stata oggetto di attenzioni non gradite da parte di qualcuno, e se questo possa aver avuto un ruolo nella dinamica dell’omicidio.
Il rapporto con Chiara e i contatti quotidiani
Particolare attenzione sarebbe stata dedicata anche ai rapporti tra Chiara e le due cugine. Stefania Cappa, in passato, aveva dichiarato di avere con lei un legame molto stretto, fatto di frequentazioni quasi quotidiane nell’ultimo periodo prima del delitto.
Proprio su questa quotidianità si sarebbe concentrato l’interesse degli investigatori, nel tentativo di ricostruire con maggiore precisione le abitudini, i contatti e l’ambiente relazionale della vittima.
Secondo quanto emerge, entrambe le testimoni avrebbero confermato la propria versione dei fatti, mantenendo un atteggiamento collaborativo e sereno, senza la presenza di legali, come previsto per chi non è indagato.
Le intercettazioni e i passaggi già noti
Tra gli atti dell’inchiesta resta anche un’intercettazione ambientale registrata pochi giorni dopo il delitto, all’interno di una caserma, durante un incontro tra Stefania Cappa e Alberto Stasi.
“Non mi lasciare stare”, dice Stefania. “Chi?”, chiede Stasi. “Tutti quanti”, risponde lei.
Un passaggio già noto, che nel tempo è stato oggetto di diverse interpretazioni, ma che torna oggi nel contesto di una rilettura complessiva degli elementi disponibili.
L’obiettivo degli inquirenti: risposte mirate
Le audizioni, secondo quanto riferito dai legali, sarebbero state mirate e concentrate su pochi punti specifici. Un’indicazione che lascia intendere come la Procura stia cercando risposte “chirurgiche” su aspetti precisi della vicenda.
Le sorelle Cappa, ha sottolineato il loro legale, hanno confermato “lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini”.
Andrea Sempio e la scelta del silenzio
Se da un lato le cugine di Chiara hanno scelto di rispondere alle domande degli investigatori, diversa è la strategia difensiva di Andrea Sempio, convocato in Procura a Pavia.
Secondo quanto comunicato dal suo legale, Liborio Cataliotti, l’indagato si presenterà ma si avvarrà della facoltà di non rispondere. Una scelta precisa, maturata anche alla luce dello stato attuale delle indagini.
La difesa sostiene che il quadro probatorio non sia ancora completo e che il fascicolo non sia stato integralmente messo a disposizione, rendendo difficile un confronto puntuale con le accuse.
Il movente ipotizzato e la linea difensiva
Nell’impianto accusatorio, il movente ipotizzato sarebbe legato a un rifiuto da parte della vittima, a cui sarebbe seguita una reazione violenta. Un’ipotesi che la difesa contesta e su cui intende costruire una strategia articolata.
Tra gli elementi emersi nelle ultime ore, anche il riferimento a un forum online frequentato da Sempio, da cui sarebbero stati analizzati migliaia di interventi. Un aspetto che ha portato i legali a richiedere una consulenza psicologica sul proprio assistito.
Le prossime tappe: interrogatori e nuovi accertamenti
L’interrogatorio di Sempio potrebbe essere rinviato a un momento successivo, quando la difesa riterrà di avere a disposizione tutti gli elementi necessari. Intanto, è prevista anche una nuova audizione di Marco Poggi, fratello della vittima e amico dello stesso Sempio.
Gli inquirenti intendono approfondire diversi aspetti, tra cui i rapporti tra i due e alcuni elementi legati all’ambiente frequentato dalla vittima, compresi i contenuti presenti sul computer di casa.
Un caso ancora aperto
A distanza di quasi due decenni, il delitto di Garlasco resta una vicenda complessa, segnata da processi, condanne e nuove piste investigative.
Le audizioni delle sorelle Cappa e la strategia difensiva di Andrea Sempio rappresentano un nuovo passaggio in un’indagine che punta a chiarire definitivamente ogni aspetto ancora oscuro.

