La nazionale iraniana non ha ancora ricevuto l’autorizzazione per entrare negli Stati Uniti: tensione a meno di un mese dall’inizio del torneo
La nazionale iraniana non ha ancora ricevuto l’autorizzazione per entrare negli Stati Uniti: tensione a meno di un mese dall’inizio del torneo.
A meno di un mese dall’inizio dei Mondiali 2026, attorno alla partecipazione dell’Iran si sta aprendo un caso che rischia di trasformarsi in un problema diplomatico internazionale per la Fifa. La Federazione calcistica iraniana ha infatti denunciato di non aver ancora ricevuto i visti necessari per consentire alla nazionale di entrare negli Stati Uniti, uno dei tre Paesi organizzatori della competizione insieme a Canada e Messico.
Una situazione che sta creando forte preoccupazione a Teheran, soprattutto perché il torneo inizierà l’11 giugno e la nazionale iraniana dovrebbe disputare tutte le gare del girone proprio sul territorio statunitense.
A lanciare l’allarme è stato il presidente della Federazione iraniana, Mehdi Taj, che ha parlato apertamente di una situazione ancora irrisolta.
“Nessun visto rilasciato”: lo scontro tra Iran, Usa e Fifa
“Domani o dopodomani avremo una riunione decisiva con la Fifa”, ha dichiarato Taj all’agenzia Irna.
Il dirigente iraniano ha spiegato che, al momento, la federazione non avrebbe ricevuto alcuna conferma sul rilascio dei documenti necessari per permettere alla squadra di raggiungere gli Stati Uniti.
“La Fifa deve fornirci delle garanzie, perché il problema dei visti non è ancora stato risolto”, ha aggiunto.
Secondo Taj, i calciatori iraniani dovranno recarsi ad Ankara, in Turchia, per completare la procedura prevista dagli Stati Uniti, compreso il rilevamento delle impronte digitali.
Ma il punto centrale della vicenda resta politico e diplomatico. Iran e Stati Uniti non hanno relazioni diplomatiche dal 1980, dopo la crisi degli ostaggi nell’ambasciata americana a Teheran. Una frattura storica che oggi rischia di riflettersi anche sul Mondiale organizzato dalla Fifa.
Perché la vicenda rischia di diventare un problema enorme per la Coppa del Mondo
Le dichiarazioni arrivate da Teheran stanno già alimentando polemiche internazionali. Il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha accusato indirettamente gli Stati Uniti di non poter usare questioni politiche per limitare la partecipazione sportiva di una nazionale qualificata.
“Il Paese ospitante non può strumentalizzare divergenze politiche o sanzioni per impedire a una squadra di partecipare ai Mondiali”, ha scritto sui social.
Poi l’affondo più duro rivolto alla Fifa.
“Se non sarà garantito l’ingresso senza discriminazioni a tutte le nazionali qualificate, sarà compromessa la credibilità stessa della Coppa del Mondo”.
Parole che aumentano la pressione sulla federazione internazionale guidata da Gianni Infantino, già chiamata a gestire una situazione delicata in pieno clima di tensione geopolitica.
Dove giocherà l’Iran ai Mondiali 2026
Nonostante le difficoltà legate ai visti, la Fifa al momento non ha modificato il calendario né la distribuzione delle partite.
L’Iran, inserito nel Gruppo G, dovrebbe giocare:
- contro la Nuova Zelanda al SoFi Stadium di Inglewood, in California;
- contro il Belgio sempre in California;
- contro l’Egitto al Lumen Field di Seattle.
La nazionale iraniana, conosciuta come Team Melli, ha già organizzato la propria base operativa a Tucson, negli Stati Uniti.
Nelle ultime ore si è svolta anche una cerimonia ufficiale di saluto prima della partenza per il Mondiale, segnale che la federazione continua a preparare il torneo nonostante le incertezze burocratiche e diplomatiche.
Ripescaggio Italia e possibili scenari
La vicenda rischia ora di diventare uno dei casi più delicati della storia recente dei Mondiali. Sullo sfondo Emirati Arabi e Italia seguono con attenzione l’evolversi degli avvenimenti. Entrambe potrebbero avere chance di ripescaggio nel caso l’Iran sia costretto a dare forfait all’evento iridato. Gli azzurri possono contare sul miglior ranking mentre gli Emirati sono stati eliminati dall’Iraq ad un passo dalla qualificazione al play off intercontinentale.
Per questo motivo la riunione annunciata da Mehdi Taj con la federazione internazionale viene considerata decisiva. Da quell’incontro potrebbe dipendere non solo la partecipazione dell’Iran, ma anche parte della credibilità organizzativa del Mondiale 2026.

