Il sergente delle forze armate maldiviane partecipava alle operazioni di recupero nell’atollo di Vaavu, proseguono le immersioni nella grotta sottomarina
Si aggrava ulteriormente la tragedia avvenuta alle Maldive durante le operazioni di ricerca dei corpi dei sub italiani nell’atollo di Vaavu. Un sommozzatore delle forze armate maldiviane è morto dopo essere stato colpito da una grave malattia da decompressione.
La notizia, diffusa dai media locali e confermata anche dal presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, ha sconvolto l’arcipelago mentre continuano le operazioni nella grotta sottomarina dove si troverebbero ancora quattro italiani.
Chi era il soccorritore morto durante le ricerche
La vittima è il sergente maggiore Mohamed Mahudhee, membro delle Maldives National Defence Force.
Il militare aveva partecipato alle immersioni di recupero organizzate dopo il drammatico incidente avvenuto nei fondali dell’atollo di Vaavu, dove un gruppo di sub italiani è rimasto intrappolato durante un’esplorazione in una grotta sottomarina.
Secondo quanto riferito dai media maldiviani, il soccorritore è morto dopo un trattamento per malattia da decompressione, una condizione gravissima legata agli sbalzi di pressione durante le immersioni.
Il presidente delle Maldive ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio parlando di una notizia “profondamente triste e sconvolgente”.
Continuano le operazioni per recuperare i quattro italiani
Nel frattempo la Guardia costiera delle Maldive ha ripreso le immersioni per cercare di recuperare i corpi dei quattro sub italiani ancora dispersi.
Nelle scorse ore era già stato recuperato il corpo del padovano Gianluca Benedetti.
Le operazioni si stanno concentrando all’interno della grotta sommersa dove il gruppo si era immerso giovedì scorso.
Secondo quanto riferito dal portavoce presidenziale maldiviano, i soccorritori hanno elaborato un nuovo piano operativo sulla base delle esplorazioni effettuate nelle ultime ore.
Alle ricerche dovrebbero partecipare anche due specialisti italiani esperti in immersioni profonde e soccorso in grotta.
Cosa stanno verificando gli investigatori
La tragedia ha aperto anche una complessa inchiesta sulle modalità dell’immersione.
Gli investigatori stanno analizzando:
- la pianificazione dell’escursione subacquea
- le certificazioni dei partecipanti
- le procedure di emergenza adottate
- le attrezzature utilizzate
Sotto esame anche i dati registrati dai computer subacquei e le eventuali riprese video effettuate durante l’immersione.
Secondo gli standard normalmente applicati alle Maldive, le immersioni ricreative non dovrebbero superare i 30 metri di profondità senza specifiche certificazioni tecniche avanzate.
Ed è proprio questo uno degli aspetti su cui si stanno concentrando le verifiche.
Sospesa la licenza dello yacht coinvolto
Nel frattempo il Ministero del Turismo delle Maldive ha deciso di sospendere a tempo indeterminato la licenza della MV Duke of York, lo yacht sul quale si trovavano i sub italiani.
Le autorità locali spiegano che il provvedimento è stato adottato sia per la gravità dell’incidente sia per consentire ulteriori accertamenti sulla spedizione.
La Farnesina segue costantemente la situazione attraverso l’ambasciata italiana a Colombo e la console onoraria a Malé, presenti insieme alla Guardia costiera durante le operazioni di recupero.
Ma con la morte del soccorritore maldiviano, la tragedia assume ora contorni ancora più drammatici.

