L’attore si racconta senza filtri a “Ciao Maschio”: dalla “gabbia” vissuta negli anni della carriera fino alla confessione più intima
Gabriel Garko torna a parlare della sua vita privata e lo fa con uno dei racconti più personali degli ultimi anni. Ospite di Ciao Maschio, il programma condotto da Nunzia De Girolamo, l’attore ripercorre il rapporto con il padre scomparso durante il Covid, il peso vissuto negli anni della carriera e la scelta di celebrare il matrimonio lontano dai riflettori.
Ma è soprattutto un passaggio legato agli ultimi giorni del padre ad aver profondamente colpito il pubblico.
“Durante il Covid l’ho rivisto solo da morto”
Nel corso dell’intervista, Gabriel Garko si lascia andare a un momento molto intenso parlando della perdita del padre durante la pandemia.
L’attore racconta il dolore vissuto in quei giorni segnati dalle restrizioni e dall’impossibilità di stare accanto ai propri cari ricoverati in ospedale.
“Vai in ospedale, è finito, e poi dopo lo rivedi da morto”, dice con commozione.
Parole che riportano alla memoria una delle ferite più profonde lasciate dal periodo del Covid e che hanno immediatamente acceso reazioni sui social.
Garko spiega di aver avuto con il padre un rapporto “particolare”, spesso conflittuale ma basato su un forte rispetto reciproco.
E proprio ricordando quel legame, l’attore si emoziona parlando anche del momento in cui il padre scoprì la sua omosessualità.
La frase del padre che Garko non dimentica
Gabriel Garko racconta di aver ricevuto dalla famiglia un sostegno molto diverso da quello che molti immaginavano.
“A casa dei miei genitori ero me stesso”, spiega.
Poi ricorda una frase del padre rimasta impressa nella sua memoria: “L’importante è che tu abbia la salute”.
L’attore racconta che il genitore aveva capito già quando lui aveva appena 17 anni che tra lui e una persona vicina non ci fosse “una semplice amicizia”.
Un ricordo che oggi definisce “bello ma tosto”.
“Ho vissuto in una gabbia”: il racconto sulla carriera
Nel corso della conversazione con Nunzia De Girolamo, Garko affronta anche il tema dell’immagine costruita attorno a lui negli anni della televisione.
“Oggi posso rendermi conto che forse ho vissuto in una gabbia”, ammette.
L’attore racconta di aver iniziato molto presto questo lavoro e di essersi completamente affidato alle persone che lo seguivano professionalmente.
“Avevo 16 anni quando ho iniziato”, spiega, aggiungendo che a quell’età fosse facile lasciarsi plasmare da chi aveva più esperienza.
Secondo il suo racconto, la sua omosessualità sarebbe diventata nel tempo anche uno strumento di pressione.
“Era un laccio con cui tenermi a bada”, afferma, lasciando intendere quanto abbia pesato vivere per anni dentro determinati meccanismi dello spettacolo.
Il matrimonio celebrato lontano dai riflettori
Garko parla anche del matrimonio celebrato nel 2023, spiegando perché abbia scelto di vivere quel momento lontano dall’esposizione mediatica.
“Non l’ho tenuto segreto”, precisa, spiegando però di non aver voluto trasformare la propria vita privata in spettacolo.
“Il mio lavoro è lo spettacolo. La mia vita non vorrei spettacolarizzarla”, dice.
Una scelta che oggi assume ancora più significato dentro un’intervista costruita proprio sul desiderio di mostrarsi senza maschere e senza il personaggio che per anni il pubblico ha associato a lui.
Una delle confessioni più personali degli ultimi anni
L’intervista di Gabriel Garko colpisce soprattutto perché mostra un lato molto diverso rispetto all’immagine costruita attorno a lui per anni in televisione.
Il racconto del rapporto con il padre, il dolore vissuto durante il Covid e quella frase pronunciata quando era ancora giovanissimo restituiscono il ritratto di un uomo che oggi sembra voler mettere definitivamente da parte maschere e pressioni del passato.
E forse è proprio questo il passaggio che più arriva al pubblico: non tanto il personaggio televisivo, ma la fragilità personale che emerge quando parla della famiglia, della libertà conquistata e delle cose che non è riuscito a dire in tempo.

