Lea StevanovicLea Stevanovic

Sei anni di carcere per l’uomo accusato di omicidio stradale aggravato. La madre della bambina: “Nessuna pena sarà mai abbastanza”

Si chiude con una condanna uno dei casi che nei mesi scorsi aveva colpito profondamente il Vicentino e acceso il dibattito sulla guida in stato di ebbrezza.

Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vicenza ha condannato a sei anni di reclusione il 56enne di Creazzo Fabio Zattera, imputato per omicidio stradale aggravato dalla guida sotto l’effetto dell’alcol per la morte della piccola Lea Stevanovic, la bambina di 10 anni investita nel febbraio 2025.

Una sentenza arrivata al termine del rito abbreviato, scelto dalla difesa dopo il mancato accordo sul patteggiamento.

L’incidente che sconvolse il Vicentino: Lea stava andando allo stadio

La tragedia risale al 16 febbraio 2025.

Era domenica e Lea si trovava insieme al padre e a un altro bambino lungo viale Italia a Creazzo, nei pressi dell’area di Olmo.

Secondo la ricostruzione della Procura, l’automobilista avrebbe perso il controllo del suv dopo avere proceduto in maniera irregolare lungo la carreggiata, arrivando anche a prendere contromano una rotatoria.

L’auto è poi uscita dalla strada finendo sul marciapiede e nell’area in cui si trovava la bambina.

Lea stava andando con il papà a vedere il Vicenza.

L’impatto fu devastante.

La bambina venne sbalzata e riportò traumi gravissimi.

La corsa in ospedale e la decisione dei genitori che commosse tutti

Dopo i soccorsi del 118, Lea venne trasferita all’ospedale San Bortolo di Vicenza.

Per tre giorni ha lottato tra la vita e la morte.

Poi il decesso.

In quei momenti di dolore, i genitori presero una decisione che colpì profondamente la comunità: donare gli organi della figlia.

Lea viveva con la famiglia a Tavernelle di Altavilla Vicentina.

Chi la conosceva la descriveva come una bambina vivace, sorridente e molto inserita nella vita della comunità, nonostante le origini serbe e la religione ortodossa.

Anche la parrocchia locale aveva partecipato con grande affetto all’ultimo saluto.

Il tasso alcolemico e il processo

Secondo gli accertamenti eseguiti dopo l’incidente, il conducente si sarebbe messo al volante con un tasso alcolemico di 1,7 grammi per litro, oltre tre volte il limite consentito.

Un elemento che, per l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Gianni Pipeschi, ha avuto un ruolo determinante nella tragedia.

L’imputato aveva scelto il rito abbreviato ottenendo così la riduzione della pena.

Il giudice ha disposto anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 200mila euro.

Le parole della madre: “Almeno una parte di giustizia”

Durante il procedimento, la madre della bambina, Jovana, aveva affidato il proprio dolore a poche parole.

Non c’è tanto da dire. Io fin dall’inizio speravo in una giustizia e nessuna pena è abbastanza. Almeno possiamo dire che avremo una parte di giustizia”.

Parole che oggi tornano con ancora più forza.

Perché la sentenza chiude il capitolo giudiziario.

Ma non il vuoto lasciato da una bambina che aveva solo dieci anni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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